Il lavoro di Colantuono nella settimana più lunga

Il lavoro di Colantuono nella settimana più lunga
Atalanta 14 Ottobre 2014 ore 11:32

Inizia con la ripresa degli allenamenti in programma martedì 14 ottobre nel pomeriggio la settimana più lunga di questo inizio di campionato per l’Atalanta. La squadra si ritroverà a Zingonia, la gara contro il Parma è in programma domenica alle ore 15 ma la domanda sorge spontanea: su cosa dovrà lavorare Stefano Colantuono? Che corde dovrà toccare? Cosa serve davvero al gruppo in questo momento?

Due aspetti da curare.

Ci sono due aspetti che il mister dovrà affrontare, quello mentale e quello tattico. La testa di una squadra che arriva da 4 sconfitte consecutive deve essere un misto di preoccupazione e consapevolezza. Assolutamente da evitare l’ansia. La preoccupazione è legata ai risultati, al fatto che non si gioca male ma che nel calcio ci sono dettagli oggettivi, fondamentali, che non si possono tacere. Se non tiri in porta, non segni. Se non segni, non vinci. Se prendi gol, perdi.

L’allenatore deve proteggere il gruppo dagli stimoli esterni per evitare influenze negative ma deve essere bravo a veicolare quelle positive. Perché è vero che parliamo di professionisti della pedata ma è anche vero che sono tutti ragazzi. Esperienza e capacità di resistere alle pressioni sono importanti e, in questo momento, gli uomini migliori devono fare quadrato nello spogliatoio insieme ai leader del gruppo per guidare i più giovani fuori dalla bufera.

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Come uscire dalla “bufera” dei risultati.

La bufera, però, è solo nei risultati. E qui entra in gioco la consapevolezza. L’Atalanta l’anno scorso perse alcune partite all’inizio del campionato giocando male e non riuscendo mai a dare la sensazione di potersi tirare fuori dalle sabbie mobili. Anche quando si vinse con il Torino a Bergamo la squadra non dava segnali importanti. Dopo Parma, si cambiò modulo ma, soprattutto contro l’Udinese, si vide un gruppo capace di venirne fuori giocando a calcio.

Oggi l’Atalanta non gioca affatto male, ha offerto anche ottime prove (contro la Fiorentina soprattutto) e da qui bisogna ripartire. I giocatori sanno cosa devono fare, che sia 4-4-2 o 4-3-3 poco cambia nel senso che a cambiare sono solo gli interpreti chiamati in causa che portano un nome e un numero diverso sulla maglia. Estigarribia non ci sarà, ma le alternative ci sono e tutti si devono sentire importanti. Nei momenti critici capitati l’anno scorso, piuttosto che due o tre anni or sono, l’Atalanta ha sempre risposto presente: domenica servirà una gara, una risposta di quel tipo.

La tattica.

Sotto il profilo tattico, Colantuono ha due certezze. La squadra è abituata al 4-4-2, ma nella ripresa contro la Sampdoria ha dimostrato che gli interpreti giusti permettono pure di giocare bene con il 4-3-3 o 4-3-1-2. Nel 4-3-3 Maxi Moralez giocherebbe con Denis e Boakye, libero di accentrarsi per lasciare spazio a Dramè che come al solito farà tutta la fascia. Boakye a Sassuolo in passato convinse giocando da punta esterna e con questo modulo a centrocampo ci sarà tutta la qualità di Baselli e Cigarini con Carmona.

Se Colantuono dovesse scegliere il 4-4-2, probabile sacrificio per Boakye con spazio sulle corsie esterne per due tra D’Alessandro e Molina (favoriti) piuttosto che per i convalescenti Spinazzola e Gomez. E fuori uno tra Baselli (probabile) e Cigarini. Proprio il “Papu” potrebbe recuperare in extremis pur non essendo al top: la sua qualità sarebbe determinante, magari insieme a Maxi, con Denis riferimento centrale.

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El “Tanque” Denis.

Tutte le soluzioni non possono prescindere dal bomber, dall’uomo cui l’Atalanta affida tutta la sua produzione offensiva: German Denis. Il problema ai tendini sembra superato, le prestazioni sono in netta crescita e adesso manca solo il gol. Bello, brutto, fortunoso o irregolare non importa: domenica contro il Parma, sul tabellone, dovrà esserci scritto il nome del Tanque. E’ una condizione fondamentale per sorridere tutti assieme: se si sblocca, ne beneficeremo tutti. Compreso Stefano Colantuono.

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