Vivaio in prima fila

Con la Juve in panchina due 2006 e un 2008, in campo due 2003: la Dea i giovani bravi li ha

Vedere in distinta tanti elementi con età media così bassa è un bel segnale e dimostra come la filosofia della società non sia cambiata

Con la Juve in panchina due 2006 e un 2008, in campo due 2003: la Dea i giovani bravi li ha

Scalvini e Bernasconi in campo, Ahanor subentrato nella ripresa e Obric e Levak, rispettivamente difensore e centrocampista classe 2006, a disposizione. Più Pardel, portiere della Under 23, classe 2005.

Contro la Juventus, complice qualche assenza, l’Atalanta aveva in campo e in panchina diversi ragazzi interessanti ed è un segnale di continuità rispetto al passato (recente e non) che merita di essere sottolineato. Perché anche se diventi grande, fai le coppe europee e alzi il tuo livello, il settore giovanile non va mai perso di vista (ne abbiamo parlato anche nell’ultima puntata del nostro podcast).

Allargando gli orizzonti, Ruggeri e Palestra sono altri due esempi di come a Zingonia si coltivino giocatori destinati comunque a importanti palcoscenici. Senza andare molto più indietro, agli albori del ciclo gasperiniano con Conti, Caldara e Gagliardini, è evidente come certi profili bisogna seguirli e gestirli con coraggio. Per Obric e Levak non è ancora quel momento, Vavassori (2005) è un altro da monitorare, e poi ci sono Steffanoni (2008) e altri elementi che verranno.

Nella prossima rosa, quella della stagione 2026/27, potrebbero esserci cambiamenti in diversi ruoli, è ancora tutto da capire. Ma sarebbe interessante e importante vedere i ragazzi nerazzurri protagonisti anche ad alto livello. Anche perché i vari Cambiaghi e Zortea, per citarne due che a Bergamo abbiamo visto poco poco, sono andati altrove e si stanno costruendo una buonissima carriera. Non tutte le annate sono uguali, ma Zingonia è sempre una certezza.