Come all’andata, partita senza storia, seppur con un passivo meno pesante. Si chiude con una vittoria per 4-1 del Bayern Monaco il ritorno degli ottavi di Champions League.
L’Atalanta ha approcciato la partita con un atteggiamento più guardingo e per tutto il primo tempo, pur soffrendo, riesce a contenere i tedeschi, che passano solo su rigore di Kane (in realtà, Sportiello aveva parato, ma il penalty è stato fatto ripetere perché il portiere aveva “lasciato” la linea di porta prima del tiro).
Nella ripresa, i bavaresi accelerano e mostrano tutto il loro talento pur con alcune seconde linee in campo. Ancora Kane porta sul 2-0 i suoi con un gol di rara bellezza: dribbling nello stretto su Hien e Sulemana e destro potente nell’angolino. Poco dopo, ripartenza, Luis Diaz appoggia a Karl (classe 2008), che batte con un preciso diagonale Sportiello.
Il quarto gol arriva con un lancio lungo su cui Kossounou è impreciso, mentre Luis Diaz controlla perfettamente e punisce il portiere nerazzurro con uno scavetto.
Come all’andata, anche questa volta l’Atalanta trova il gol della bandiera nel finale: calcio d’angolo, spizzata sul primo palo di Pasalic e, sul secondo palo, Samardzic approfitta di un errore di posizionamento di Kim per battere l’estremo difensore tedesco.
Finisce 10-2 il risultato aggregato, un passivo pesante per l’Atalanta, rincuorata però a fine partita dall’abbraccio dei suoi 3.800 tifosi presenti. L’esperienza in Champions della Dea, per questa stagione, finisce qui. Ora testa alla rincorsa all’Europa in campionato e alla semifinale di ritorno in Coppa Italia. C’è ancora tanto in gioco per i nerazzurri.






