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Viaggio lampo al fianco della Dea

Da Solza a Madrid per stare vicino all’Atalanta: la storia di Graziano e Cinzia

Partiti dall'Isola bergamasca nella giornata di lunedì, i due tifosi orobici hanno fatto sentire un po' di calore nostrano ai giocatori e al tecnico Gasperini

Da Solza a Madrid per stare vicino all’Atalanta: la storia di Graziano e Cinzia
Atalanta 16 Marzo 2021 ore 09:00

di Fabio Gennari

Nell’area partenze dell’aeroporto di Linate, tra un modulo e l’altro da compilare e verificare, l’area check-in del volo IB3251 con destinazione Madrid è un via vai di viaggiatori in attesa di imbarcarsi. Mentre una simpaticissima hostess della compagnia Iberia passa a controllare che i documenti siano in ordine, Graziano si avvicina con un cordino nerazzurro marchiato Atalanta al collo e inizia a parlare di Dea. Perché alla vigilia delle partenze per le gare europee succede così, si condividono sogni e aspettative. Certo, in tempi normali e non con tutte le restrizioni da Covid.

Graziano e Cinzia sono due tifosi della Dea di Solza, si imbarcano per la Spagna consapevoli che non potranno assistere alla partita, ma lo spirito e la voglia sono quelli dei giorni migliori. «Il viaggio a Madrid era programmato da tempo – raccontano al termine della giornata di vigilia, passata tra l’hotel sede del ritiro nerazzurro e qualche passeggiata in centro -, per le restrizioni Covid abbiamo dovuto spostarlo e lo abbiamo incastrato a ridosso della partita».

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Essere a pochi passi dalla squadra di Gasperini e non poterla seguire dal vivo è triste, i due sostenitori nerazzurri saranno costretti a vederla in tv. «Atalanta-Real Madrid è il coronamento di un sogno. Significa vedere la squadra più forte del mondo, l’Atalanta, contro quella che più titolata. Indipendentemente da come andrà a finire e da quale sarà il risultato, vedere una sfida di questo livello per una squadra come la nostra è davvero qualcosa di grande. Al di là del risultato, noi tifosi ci siamo sempre».

Vedere una sciarpa nerazzurra all’aeroporto e vicino al bus nel ritiro, scrutare gli occhi di chi, nonostante la situazione di grande emergenza che da oltre un anno condiziona la vita di tutti e ha tolto il piacere dello stadio, c’è e sempre ci sarà trovandoci la solita, sterminata passione per la Dea, è qualcosa che fa riflettere. Sarebbe stata davvero una festa incredibile, i soli ottomila posti dello stadio Alfredo Di Stefano non sarebbero bastati per accogliere tutti i bergamaschi in trasferta. Ne siamo certi.

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