Pinilla delizia, poi si fa cacciare Il Toro ha battuto la Dea 1-2

Pinilla delizia, poi si fa cacciare Il Toro ha battuto la Dea 1-2
04 Aprile 2015 ore 10:44

L’Atalanta è stata sconfitta per 1-2 dal Torino al Comunale, con gol di Quagliarella e Glik. Pinilla a venti minuti dalla fine ha accorciato le distanze. La Dea ha dominato per tutto il secondo tempo, ma non è riuscita a raddrizzare il micidiale uno-due con cui i granata avevano chiuso la prima frazione di gioco. All’origine della sconfitta gli errori e la lentezza dei difensori atalantini. Il Toro è andato in vantaggio con un siluro di Quagliarella su punizione al 20°. Per l’Atalanta una doccia fredda dopo una prima parte combattuta con grinta e determinazione soprattutto a centrocampo. Due buone occasioni per Cigarini (che ha sparato alto) e Zappacosta (parata del portiere). Il raddoppio dei granata è arrivato in seguito a una distrazione difensiva dei nerazzurri su calcio d’angolo: la palla ha attraversato tutto lo specchio della porta e Glik ha battuto Sportiello a colpo sicuro. Poco dopo è stato negato alla Dea un rigore netto per fallo su Pinilla. Nel secondo tempo la spinta atalantina è stata premiata al 29° da uno straordinario gol in acrobazia dello stesso Pinilla, che però negli ultimi minuti è stato espulso per avere scalciato Basha e quindi non potrà essere schierato nella partita decisiva di domenica prossima contro il Sassuolo. Per il tecnico nerazzurro Edy Reja quella di oggi è stata la prima sconfitta dopo tre pareggi. In classifica, il Cesena, che ha pareggiato con il Verona, ha ridotto di un punto la distanza dall’Atalanta, mentre il Cagliari, sconfitto dalla Lazio, è rimasto a cinque lunghezze.

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Edy Reja ha presentato al Centro Bortolotti di Zingonia Atalanta-Torino, sfida in programma questo pomeriggio al Comunale di Bergamo con fischio d’inizio alle 15. Il tecnico si è presentato in sala stampa molto tranquillo, occhiali fumè e cartelletta sotto braccio, e ha regalato subito un paio di sorrisi e poi risposte sicure e convinte. Dopo tre pareggi consecutivi, per Reja è arrivato il momento di vincere. La classifica parla chiaro, con uno o addirittura due successi nelle prossime due gare si farebbe un balzo forse definitivo, ma nessuno deve pensare che sia facile perché le insidie sono dietro l’angolo. Abbiamo raccolto i 5 concetti principali espressi dal tecnico goriziano.

Il lavoro nella sosta. «Siamo arrivati alla sosta con un risultato e una prestazione molto positivi. Certo, avessimo vinto a Napoli sarebbe stato il top, ma la squadra ha reagito bene. Pensate se avessimo perso, magari giocando male, come sarebbe stato complicato lavorare a Zingonia. In 15 giorni non si possono fare miracoli, ma ho visto una squadra volenterosa, i ragazzi mi hanno seguito e in particolare la scorsa settimana abbiamo dato grande intensità. Sono soddisfatto, credo e spero si sia fatto un lavoro prezioso».

«Abbiamo cercato di abituare i ragazzi ad una certa mentalità e abbiamo provato alcune soluzioni tattiche. Ho visto coinvolgimento, vorrei un’Atalanta più corta e più compatta e sono convinto che si vedranno già dei risultati nella gara contro il Torino. Ci aspetta una partita complicata, l’avversario è tosto ma abbiamo cercato alcune soluzioni per contrastarli e le abbiamo provate parecchio. Non ho ancora deciso tutto ma sarà importante andare avanti con l’atteggiamento visto a Napoli».

Torino e Sassuolo da vincere. «Credo che dobbiamo fare il massimo per vincere almeno uno dei prossimi due impegni davanti al nostro pubblico. Statisticamente è difficile centrare due vittorie, dovessimo farcela credo che il balzo verso la salvezza diverrebbe determinate. Attenzione perché non sarà facile, ho sentito che i granata si giocheranno questo finale di stagione come se fossero tutte finali: hanno ancora la possibilità di andare in Europa e vogliono provarci».

«Affrontiamo una squadra che ha una sua identità, certamente quando giocano i titolari, il Torino ha automatismi che possono mettere in difficoltà ogni avversario. Contro la Lazio, alcune partite fa, hanno cambiato 5 effettivi per dare un po’ di respiro a chi di solito gioca e hanno pagato. Credo siano organizzati e che sarà dura, ma noi dobbiamo puntare al massimo: il margine sulle squadre che inseguono c’è ma non possiamo cullarci su quello. Né con il Toro né contro il Sassuolo».

Modulo. «Sono qui da alcune settimane, abbiamo giocato 3 partite e qualcuno potrebbe pensare che io cambi sempre modulo visto che anche le prove della settimana hanno evidenziato che c’è questa possibilità di 3-4-1-2 contro il Torino. Cerco di fare il massimo con gli uomini che ho, voglio che i giocatori in campo possano eventualmente cambiare al volo il modulo con pochi accorgimenti. Tutti devono sapere cosa fare, nella scelta della formazione considero anche questo aspetto». Confermata la difesa, ma poco prima dell’avvio del match è tramontata l’ipotesi del doppio centravanti: Bianchi resterà in panchina, con Migliaccio che andrà a rinfoltire il centrocampo. Maxi Moralez giocherà invece in linea con Pinilla, con libertà di svariare per tutto il fronte offensivo.

«È vero, il doppio centravanti non era un’opzione. Siamo senza Denis e Gomez squalificati, Bianchi con Pinilla è una possibilità: vorrei evitare di dare punti di riferimento, ma con loro potremmo sfruttare meglio le seconde palle. E Maxi Moralez, in quella posizione tra centrocampo e attacco, può essere decisivo. Le sue caratteristiche sono quelle, è bravo a leggere le situazioni di gioco e ha i tempi giusti. Mi aspetto molto. In difesa Cherubin non ci sarà, Bellini o Biava sono i candidati per giocare al suo posto, ma occhio anche a Masiello».

Estigarribia e Dramè. «Estigarribia non è ancora pronto. L’ho osservato molto in queste due settimane, si vede che ha fatto un grande lavoro ma non è ancora al top. Quando ha visto che non era tra i convocati un po’ ci è rimasto male, ma ci ho parlato: la prossima settimana rientra al 100% in gruppo e credo che contro il Sassuolo sarà a disposizione almeno per la panchina. Capisco la sua voglia, gli manca davvero pochissimo».

«In queste due settimane ho schierato sempre Del Grosso esterno a sinistra ma non possono non tener conto dell’avversario. Ventura in quella posizione schiererà Bruno Peres, fisicamente il giocatore brasiliano è straripante e quindi devo contrapporgli uno altrettanto tosto dal punto di vista del dinamismo e della corsa. Dramè ha quelle caratteristiche, magari negli appoggi non è pulitissimo pur essendo spesso efficace ma voglio costringere il Torino a difendere anche un po’ sulla nostra fascia sinistra».

Emanuelson. «La collocazione di Emanuelson? Tatticamente e tecnicamente il giocatore olandese è un elemento molto valido. Può tranquillamente fare la differenza. Stiamo cercando di allenare la sua continuità di approccio, è un po’ altalenante visto che offre grandi spunti, ma si concede anche delle pause. Se riusciamo a coinvolgerlo con più continuità può essere un giocatore molto prezioso in questo finale di stagione».

Le ultime battute, Edy Reja le ha riservate al ruolo di Emanuelson e agli altri uomini che non partiranno dall’inizio, ma che possono essere molto utili. «Se dovessi scegliere un modulo diverso rispetto a quello con due punte pure, le soluzioni non mancano. Sia dall’inizio che a gara in corso. Emanuleson ma lo stesso D’Alessandro sono elementi che ti permettono scelte diverse, non sono gli unici e quindi qualche dubbio me lo tengo ancora. Pure sul 3-5-2 con Maxi Moralez di punta».

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