Un bagno di folla per de Roon «200 tifosi per me? Mai visto»

Un bagno di folla per de Roon «200 tifosi per me? Mai visto»
17 Dicembre 2015 ore 09:16

Un grande abbraccio, tanti sorrisi e un sacco di gesti semplici. Come quello del piccolo Leo, 5 anni, che ha guardato il suo idolo dritto negli occhi e gli ha chiesto (in inglese): «Vuoi diventare mio amico?». All’Atalanta Store di OrioCenter è stato il giorno di Marten de Roon, ci si aspettava una bella accoglienza per questo ragazzo olandese dai modi gentili e dal sorriso sempre stampato in volto ma forse nessuno s’immaginava una simile dimostrazione d’affetto.

 

 

Almeno 200 tifosi in coda, un’ora e mezza di autografi. L’appuntamento era fissato per le 18 ma molti tifosi si sono messi in coda con largo anticipo: nessuno voleva perdersi l’opportunità di abbracciare questo centrocampista sbucato dal nulla, che pian piano sta facendo innamorare una città intera. All’esterno del negozio ufficiale nerazzurro, almeno 200 persone hanno accolto Marten de Roon e fin dal momento del suo arrivo l’emozione è stata palpabile. Dopo la doppia seduta di allenamento a Zingonia, il giovane ex capitano dell’Heerenveen si è presentato in perfetto orario e il suo sguardo è parso subito rapito dall’affetto della gente. Pantaloni marroni sportivi, sneakers bianche e maglietta bianca con scritto “I love DEA”, de Roon ha dato il “cinque” ad un paio di bambini piazzati proprio sulla porta d’ingresso e poi ha incontrato la stampa raccontando (in inglese, ma con tutte le domande fatte in italiano che ormai capisce benissimo) tutto il suo stupore per una simile accoglienza.

Una roba da pazzi, parola di de Roon. «Non ho mai visto una cosa del genere, è da pazzi. Questa accoglienza mi rende felice, in Olanda può capitare di incontrare i tifosi e di scambiare qualche parola firmando autografi ma non mi era mai capitato di trovare 200 persone all’esterno di un negozio che aspettavano di incontrarmi. Per me è un grandissimo onore tutto questo». Con queste parole, il numero 15 atalantino ha subito fatto capire il suo stato d’animo ai presenti. Sguardo vispo e faccia pulita, de Roon ha spiegato con grande semplicità perché alla fine di ogni partita saluta tutto lo stadio.

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Il saluto allo stadio. «Ogni domenica vado in campo pensando di fare il massimo. Al fischio finale, è normale per me salutare tutti i settori dello stadio. Ad uno ad uno. La gente è venuta apposta per seguire la partita, per vederti e sostenerti. Se abbiamo vinto, si festeggia insieme. Se abbiamo perso, si ringrazia comunque per il supporto e per l’aiuto ricevuto. È una cosa che faccio con grande naturalezza, sono abituato e credo che sia un segno di grande rispetto». Probabilmente, molti dei tifosi che sono accorsi all’Atalanta Store hanno voluto ringraziarlo anche per la schiettezza che mostra in quei momenti, alla fine delle partite.

Le voci sul Milan e il regalo di Natale per gli atalantini.  Prima di lasciarsi andare all’abbraccio della gente e dopo aver sottolineato la forza del Napoli di Higuain, Marten de Roon ha parlato anche delle recenti voci di mercato che lo vorrebbero nelle mire del Milan. «Il Milan? Sono soltanto voci, io sto benissimo a Bergamo. Davvero, stiamo giocando bene e amo questa città, l’accoglienza è stata fantastica e penso solo a fare bene qui. Quanto bene? Vediamo, è difficile dire se possiamo arrivare in Europa ma certamente vorrei restare nella parte sinistra della classifica. Ecco, questo è il mio obiettivo minimo».

Le espulsioni. Contro il Napoli, domenica pomeriggio alle 15, sarà dura ma il ragazzo olandese non ha dubbi: sotto l’albero vuole una vittoria. «A Verona non abbiamo fatto una buona partita anche per come giocavano gli avversari. Reja ci ha parlato molto anche sulle espulsioni: non possiamo avere già 9 cartellini rossi, sono veramente troppi. Anche perché gli ultimi erano evitabili. Testa al Napoli e con un solo obiettivo: voglio conquistare 3 punti per tutta la nostra gente. Pensate che bel regalo: tutti sarebbero felici, tutti passerebbero i giorni prima di Natale a fare regali per poi trovarsi al Cenone con dentro una grande felicità».

Un’ora e mezza di autografi e fotografie. Dopo l’incontro con la stampa, Marten de Roon si è fermato a fare fotografie e a firmare autografi all’interno del negozio. Un sorriso per tutti, qualche parole in italiano («Ciao», «come stai», «grazie mille») e una serie infinita di fotografie con grandi e piccini. Oltre a Leo (5 anni) che in inglese gli ha chiesto se potevano diventare amici, molti altri bambini sono rimasti a bocca aperta davanti al centrocampista: qualcuno aveva la memoria del cellulare piena e ha rischiato di perdersi la foto, altri hanno provveduto in autonomia con un selfie e altri ancora non hanno perso occasione di farsi firmare maglie, palloni e calendari. Qualcuno ha pure scambiato qualche parola in inglese lasciando al giocatore una lettera personale.

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