Dedicato a Riccardo, 7 anni a Clusone con maglia del Milan

Dedicato a Riccardo, 7 anni a Clusone con maglia del Milan
13 Luglio 2019 ore 08:28

Riccardo ha 7 anni, nome ed età sono scritti sulla maglietta. Arriva al campo verso le 17, si piazza in piedi davanti alla prima fila di seggiolini rossi e segue il movimento dei giocatori e del pallone senza mai staccare un attimo gli occhi dal campo. È un bimbo felice, si vede da lontano. Non so da dove arrivi, l’unica cosa che conosciamo è il suo nome. Quel numero 7 che rappresenta la sua giovinezza e poi due colori: il rosso e il nero. Sissignori, avete letto bene: Riccardo ha 7 anni e si è presentato al ritiro dell’Atalanta a Clusone con la maglia del Milan.

 

 

Nel primo giorno di lavoro in Valle Seriana della Dea, i circa mille presenti di fede nerazzurra saranno certamente stati colpiti dai giocatori in campo. Il Papu, Masiello, Toloi, Palomino e tutti gli altri sono stati osannati da grandi e piccini, ma per me, in tribuna stampa seduto a fianco di Giacomino Mayer, è stato quel bimbetto con la maglia del Milan a rubare ogni attenzione. Soprattutto in questi giorni, soprattutto dopo il bel casino mediatico che ha seguito la richiesta da parte dell’Atalanta di giocare a San Siro. Guardando Riccardo, con il numero 7 sulle spalle e i colori del Milan addosso, impossibile non fermarsi e riflettere.

 

 

Perché un bimbo si presenta al campo di allenamento dell’Atalanta con la maglia del Milan? Perché vuol vedere ragazzi che di solito vede solo in tv allenarsi vicino a lui. Vuole sentire la loro voce, respirare il profumo dell’erba, toccare con mano quelle figurine che magari gli hanno regalato mamma e papà o ragazzi che vede in tv la domenica sera. Si chiamano emozioni, alla sua età non hanno colore né bandiera e lui è lì per viverle. Senza condizionamenti e senza pensar troppo alla maglia che indossa e al fatto che è completamente fuori contesto. Riccardo non sa nulla delle beghe di campanile tra tifosi del Milan che ribadiscono la sacralità di San Siro e la società presieduta da Scaroni oppure delle infestazioni di cui parla la Curva dell’Inter. Non capisce nemmeno perché a Bergamo è impossibile giocare e l’Atalanta di Bergamo deve andare a giocare a Reggio Emilia. Però Riccardo capisce bene che i giocatori più bravi e famosi giocano in Champions League. E allora è molto probabile che quando l’Atalanta scenderà in campo al Meazza, chiederà al papà e alla mamma se lo portano a vedere la partita. Sarebbe bellissimo vederlo sugli spalti con la maglia del Milan.

 

 

Negli ultimi giorni si è parlato di tavoli di decisione, di summit, di richiesta di non cedere da parte delle tifoserie. Tutto grasso che cola per noi che ogni giorno scriviamo fiumi di parole per raccontarvi qualcosa che, prima di tutto, vivete nel cuore. Poi arriva un bambino milanista e ha 7 anni, e ribalta ogni prospettiva che mi sembrava logica e pure giusta. Tante volte dovremmo ascoltare l’ingenuità dei più piccoli e sono convinto che se avessimo chiesto a Riccardo di concedere o meno San Siro all’Atalanta avrebbe probabilmente risposto: “Se l’Atalanta gioca a Milano, io posso andare a vederla in partite che saranno bellissime. Allora viva l’Atalanta a San Siro. ma Forza Milan”.

Non ho intenzione di cavalcare la retorica: avrei potuto scrivere di Malinovskyi che è vicinissimo, dei mille bergamaschi presenti, del centro sportivo di Clusone, della seduta di Gasperini e delle esercitazioni di Bangsbo, ma questa sera non ne ho voglia. E il motivo è quel bambino con maglia del Milan addosso. Dopo una settimana come quella appena trascorsa è bello che questa immagine arrivi agli occhi di tutti. Magari il piccolo tifoso del Milan tra 30 anni sarà il più convinto sostenitore che nel “suo” stadio gli altri non devono entrare, magari invece parlerà di ospitalità e ripenserà al giorno in cui anche lui seguiva la squadra sbagliata nel centro sportivo sbagliato. Ma è stato bello vederlo a Clusone, speriamo venga anche a San Siro dove l’Atalanta per la prima volta nella sua storia affronterà le più grandi d’Europa. E speriamo che la squadra lo faccia con la leggerezza e la spregiudicatezza di quel piccolo grande tifoso milanista.

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