Serata da incubo alla New Balance Arena. L’Atalanta spreca un’occasione d’oro per avvicinarsi alla qualificazione diretta agli ottavi di Champions League e crolla 3-2 contro un Athletic Bilbao cinico e spietato, capace di ribaltare una partita che sembrava saldamente in mano ai nerazzurri.
Il dominio sterile della Dea
Per oltre un’ora di gioco, l’Atalanta ha dato l’impressione di poter gestire agevolmente la pratica Bilbao. Il vantaggio arriva al 17′ con un’incornata precisa di Scamacca, servito da un cross perfetto di Zalewski dalla sinistra. Il centravanti nerazzurro anticipa la difesa basca e schiaccia in rete il pallone dell’1-0.
La Dea domina e sfiora ripetutamente il raddoppio. Al 37′ Bernasconi, con grande personalità, prova la conclusione dal limite dopo un’azione personale, mancando di poco lo specchio. Quattro minuti dopo è ancora Scamacca a festeggiare, ma il Var annulla per fuorigioco di De Ketelaere a inizio azione. Nel finale di primo tempo arriva il palo del belga, autore di una prestazione sontuosa sulla trequarti.
Anche nella ripresa l’Atalanta continua a spingere. Al 53′ Zappacosta si inventa una serpentina spettacolare che costringe Unai Simon alla parata, al 55′ è ancora l’esterno nerazzurro a sfiorare il gol con un destro potente che termina di poco a lato.
Il blackout difensivo
Poi, all’improvviso, il crollo. Al 58′ un errore clamoroso della retroguardia bergamasca spiana la strada a Guruzeta: Djimsiti perde il duello fisico, Kolasinac si ritrova in inferiorità numerica e Navarro serve il compagno che batte Carnesecchi con un preciso diagonale destro. È il primo tiro in porta dell’Athletic, ed è gol.
Palladino prova a correre ai ripari inserendo Lookman e Krstovic al 65′, ma la mossa si rivela inefficace. Anzi, i baschi colpiscono ancora: al 70′ un cross di Navarro dalla destra pesca il neo entrato Serrano sul secondo palo, e il numero 22 infila Carnesecchi di prima intenzione. Incredibile: due tiri, due gol.
La difesa nerazzurra, completamente nel pallone, subisce il tris quattro minuti più tardi. Sancet innesca ancora Navarro che questa volta fa tutto da solo, pescando l’angolino basso con un destro chirurgico. 3-1, partita ribaltata in sedici minuti di follia.
Il forcing finale non basta
Palladino getta nella mischia Ahanor e Samardzic per Kolasinac e Zappacosta, schierando un assetto iper-offensivo. All’83’ entra anche Kamaldeen Sulemana per Bernasconi, con la Dea che si gioca il tutto per tutto con due attaccanti sugli esterni.
Il gol che riapre parzialmente il match arriva all’88’: sventagliata di Ederson per Samardzic, spizzata di De Ketelaere per Lookman che mette in mezzo rasoterra. Krstovic appoggia in rete il 2-3, ma è troppo tardi per completare la rimonta. Nel finale esplode il nervosismo: Carnesecchi viene ammonito per una discussione accesa con la panchina basca. Il triplice fischio sancisce una sconfitta bruciante.
Le conseguenze
L’Atalanta resta ferma a 13 punti in classifica e vede complicarsi il cammino verso la qualificazione diretta agli ottavi. Nell’ultima giornata i nerazzurri dovranno vincere in Belgio contro l’Union St-Gilloise e sperare in una serie di risultati favorevoli per centrare un obiettivo che sembrava ormai a portata di mano.
Per l’Athletic Bilbao, invece, è una vittoria che vale doppio: i baschi salgono a 8 punti e si rimettono in corsa per i play-off, confermando che in Champions League non esistono partite scontate. Una serata da dimenticare per Palladino, costretto a fare i conti con un blackout difensivo imperdonabile che rischia di compromettere una stagione europea straordinaria.




