All’Allianz Arena di Monaco va in scena il ritorno degli ottavi di finale che sulla carta è già deciso. Il Bayern Monaco ospita l’Atalanta forte del 6-1 dell’andata, un vantaggio che ipoteca la qualificazione ai quarti dove ad attenderli c’è il Real Madrid.
Per la Dea servirebbe un’impresa mai riuscita nella storia della Champions League: ribaltare cinque gol di svantaggio. Una missione impossibile, eppure 3800 tifosi bergamaschi hanno seguito la squadra in Germania per sostenere i propri beniamini fino all’ultimo.
L’Atalanta si presenta a Monaco con il morale ritrovato dopo il pareggio per 1-1 a San Siro contro l’Inter capolista, una rimonta di cuore negli ultimi 20 minuti che ha interrotto la striscia di sette sconfitte consecutive contro i nerazzurri.
Palladino recupera Raspadori dopo De Ketelaere ed Ederson e conferma il 3-4-2-1, ma sa che il compito è proibitivo. «La squadra deve giocare con orgoglio. Non abbiamo nulla da perdere e tutto da dimostrare – ha dichiarato alla vigilia il tecnico bergamasco -. Recuperare cinque gol è sempre una montagna da scalare. Ma voglio una partita degna di questo club e di questa occasione. Siamo orgogliosi di essere l’ultima italiana rimasta in Champions e lotteremo fino alla fine».
Il Bayern Monaco di Kompany si presenta con qualche assenza: squalificati Kimmich e Olise, protagonisti all’andata, in porta emergenza totale con quattro portieri infortunati tra cui Neuer. In dubbio fino all’ultimo Urbig, recuperato in extremis dopo la commozione cerebrale subita all’andata.
Una serata che vale poco dal punto di vista della qualificazione ma molto per l’orgoglio. L’Atalanta vuole chiudere a testa alta un’avventura europea che ha regalato emozioni indimenticabili, come la storica rimonta sul Dortmund. I 3800 tifosi bergamaschi sono a Monaco per questo: sostenere la Dea fino all’ultimo, qualunque sia il risultato.

