L’Atalanta sbanca San Siro al termine di una partita folle e piena di colpi di scena, imponendosi 3-2 contro un Milan nervoso e contestato. La squadra di Palladino gioca un primo tempo di altissimo livello, colpendo già al 7’ con Ederson dopo una situazione confusa in area e sfiorando più volte il raddoppio con una Dea aggressiva, intensa e molto più brillante rispetto ai rossoneri.
Dopo una tripla occasione nerazzurra, al 29’ arriva anche il 2-0: grande azione sulla destra di De Ketelaere, sponda intelligente di Krstovic e inserimento perfetto di Zappacosta che batte Maignan con un tocco morbido. Il Milan prova a reagire con il palo di Rabiot e una chance di Leao, fermato però da un ottimo Carnesecchi.
Nella ripresa la Dea sembra chiudere definitivamente i conti. Al 51’ Ederson conduce la transizione e serve Raspadori, bravissimo a entrare in area e a scaricare sotto la traversa il gol dello 0-3. San Siro piomba nel silenzio mentre l’Atalanta continua a creare, sfiorando addirittura il poker con Krstovic. Palladino però perde pezzi in difesa: prima Scalvini, poi Kossounou sono costretti a uscire per infortunio, costringendo il tecnico a ridisegnare continuamente la retroguardia.
Il Milan, pur in enorme difficoltà, prova allora a riaprire la gara sfruttando soprattutto gli ingressi dalla panchina. Carnesecchi è straordinario su Nkunku e poi salva ancora deviando sulla traversa una conclusione velenosa del francese. I rossoneri accorciano all’88’ con Pavlovic, bravo a svettare su punizione di Ricci e a battere il portiere atalantino di testa.
Nel recupero succede di tutto: de Roon stende Nkunku in area e l’arbitro assegna il rigore trasformato perfettamente dallo stesso attaccante milanista per il 2-3.
Gli ultimi minuti sono tesissimi, tra ammonizioni, nervi tesi e un assalto disperato del Milan. Al 97’ Gabbia sfiora addirittura il clamoroso pareggio di testa, ma il pallone termina di poco a lato. L’Atalanta resiste e porta a casa una vittoria pesantissima nella corsa europea. Per il Milan, invece, altra serata amara: contestazione, fragilità difensive e Champions sempre più a rischio.






