Il gol di Mario Pasalic, che non ha esultato mentre Krstovic aveva appena avuto un incontro ravvicinato con il portiere del Bayern Monaco ed erano entrambi a terra, e poi la festa sugli spalti, nonostante il gol fosse sostanzialmente inutile per il risultato, partita spontanea. Un po’ come se il pubblico, che ha sostenuto totalmente e incessantemente la squadra per tutta la partita, volesse dire: “Noi eravamo qui anche mentre gli altri ci prendevano a sberle e adesso che abbiamo segnato facciamo festa”.
Il pubblico della New Balance Arena è stato commovente. I tifosi del Bayern hanno giustamente esultato, ma vedere nei loro occhi lo stupore per come Bergamo ha reagito alla sconfitta per 6-1 è la conferma che ci sono le big, per cui conta prima di tutto il risultato, e poi ci sono le belle storie di calcio, dove il tabellino finale pesa ma non è l’unica cosa che viene guardata. Pesata. Considerata.
E quel gol di Pasalic, con il gioco che di fatto non è mai ripreso e che quindi ha chiuso la partita, ha dato il via agli applausi continui del pubblico orobico.
Mentre Kompany andava a parlare con De Ketelaere in mezzo al campo, le Curve e le Tribune applaudivano. Gesti da provinciale, sbeffeggiano quelli che hanno visto la partita sul divano perchè la loro squadra non aveva un posto in Europa. E non c’è altra strada che lasciarli fare e ignorare. Perché la notte con il Borussia Dortmund, in qualche modo, non è ancora finita: essere agli ottavi di Champions con il Bayern è una festa.
Spiace a tutti prendere una scoppola del genere, ovviamente. Però a Bergamo la reazione è stata quella che abbiamo visto, sentito, vissuto. E poi applaudito. Sì, anche con un 6-1 sulle spalle.