Parla il brasiliano

Ederson alla vigilia del Bilbao, tra campo e mercato pensando alla Champions: «Guardiamo in alto»

Il numero 13 brasiliano s'è presentato insieme a mister Palladino prima della sfida all'Athletic. E ha fatto il punto della situazione

Ederson alla vigilia del Bilbao, tra campo e mercato pensando alla Champions: «Guardiamo in alto»

Vederlo in conferenza stampa rappresenta già un segnale molto importante. Perché, nei giorni del mercato, sentir parlare Ederson di come abbia in mente solo l’Atalanta è significativo.

«Se si parla di me significa che sto facendo bene – ha detto ieri (20 gennaio), nella pancia della New Balance Arena, il brasiliano al fianco di mister Palladino -, è un piacere. Ma penso solo a continuare a fare il massimo per l’Atalanta. Adesso c’è la Champions, si gioca e si prova sempre ad arrivare in alto. Personalmente, mi sento molto bene». Pragmatico. Parole importanti, che significano tanto, soprattutto in questo momento della stagione.

«Il bello di giocare ogni pochi giorni – ha continuato Ederson – è che puoi sempre rifarti. Puoi fare meglio. Con il massimo rispetto di ogni avversario, il nostro pensiero è quello di crescere rispetto all’ultima gara».

Anche per lui Pisa è stata troppo brutta per essere vera, ora è tempo di guardare avanti. Senza smettere mai di sognare in grande: «In campionato abbiamo l’ambizione di arrivare davanti e prendere chi adesso è in zona Champions. Noi, per il momento, siamo dove meritiamo di essere, ma dobbiamo pensare di salire ancora e spingere per farcela. È uno stimolo forte».

Interessante anche il suo punto di vista sull’ultimo arrivato Raspadori e sul possibile passaggio al 4-2-3-1. «Raspa è un ragazzo umile, mi piace come giocatore e come si è presentato. È appena arrivato, ma dimostra grande serenità, si è subito ben inserito e spero che possa fare bene come sta facendo in allenamento. Sul modulo, posso dire che con il 3-4-2-1 abbiamo più libertà e siamo difensivamente più coperti, se giochiamo a quattro in difesa hanno più libertà davanti, ma noi dobbiamo essere pronti a giocare in modo diverso: l’importante è calarsi subito nel modulo».