L'editoriale di Xavier Jacobelli

EuroMuriel, perché questo 2-2 spinge l'Atalanta verso gli ottavi

EuroMuriel, perché questo 2-2 spinge l'Atalanta verso gli ottavi
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di Xavier Jacobelli

Se è vero che giocare in undici contro dieci per quasi un tempo e non vincere equivale a un'occasione perduta, è altrettanto vero che il 2-2 di Graz spinge l'Atalanta sempre più verso gli ottavi di finale di Europa League. Il concomitante pareggio fra il Rakow e lo Sporting Lisbona ha portato a tre i punti di vantaggio della Dea su polacchi e portoghesi, rendendola più che mai padrona del proprio destino. Se l'8 novembre a Bergamo i nerazzurri  batteranno lo Sturm, ipotecheranno il passaggio diretto agli ottavi di finale, riservato a chi vince il girone (la seconda classificata disputa i playoff contro una terza classificata nei gironi di Champions League).

La gara di Graz, in realtà è stata quattro partite in una: prima, lo Sturm passa in vantaggio grazie alla sfortunata deviazione di Toloi, anche se  l'Uefa attribuisce il gol a Prass; poi, Muriel pareggia con un colpo di classe dei suoi e raddoppia dal dischetto; quindi, al 7' della ripresa, Hierlander viene espulso per doppia ammonizione, eppure gli austriaci anche se in dieci raggiungono il 2-2 su rigore, netto come quello assegnato agli avversari.

Lo Sturm ha meritato di uscire imbattuto dal proprio stadio: con il cuore e con l'orgoglio ha approfittato dell'eccesso di sicumera dell'Atalanta, convinta che tutto sarebbe stato facile, sul 2-1 e in undici contro dieci. Al contrario, nonostante le inascoltate intimazioni di Gasperini invitante i suoi a cercare il terzo gol, la Dea ha smesso di rincorrere il tris e ha subìto il ritorno avversario. Poco male. Le buone notizie per i bergamaschi sono il doppio centro di Muriel, che Gasp sta recuperando appieno e la conferma di avere due grandi portieri. Domenica contro il Genoa si era esaltato Carnesecchi;  in Austria si è superato Musso, con quel guizzo felino che ha neutralizzato il colpo di testa ravvicinato di Stankovic.

Più in generale, tenendo ben presente il ciclo di ferro (a Graz, l'Atalanta ha disputato la terza di sette partite in tre settimane), Gasperini ha dosato le forze dei suoi giocatori. All'inizio ha cambiato quattro undicesimi rispetto alla formazione che aveva sconfitto il Genoa (fuori Carnesecchi, Scalvini, De Ketelaere e Scamacca); nella ripresa, undici minuti dopo l'espulsione di Hierlander, l'allenatore ha inserito Scalvini, Hateboer, Scamacca, Bakker e De Ketelaere nell'arco di 18 minuti. Ma stavolta il turnover di Gasperini non ha innervato l'Atalanta, spingendola alla ricerca del gol che avrebbe chiuso la gara; Izler, invece, ha azzeccato ogni mossa, a cominciare dallo scatenato Boving e da Wlodarczyck. Tant'è.

Capolista imbattuta del girone D, con 7 punti nelle prime tre giornate, 6 gol segnati e 3 subiti, differenza reti +3 rispetto allo zero di Sporting e Sturm, alla fine della fiera l'Atalanta scopre che anche un 2-2 in undici contro dieci ha il suo significato. L'Eurocorsa della Dea continua.

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