A inizio stagione, fin dalle prime settimane, per Gaetano e Samardzic lo spartito tattico di Sarri era chiaro: 4-3-3 e i loro due posti, rispettivamente da regista e da mezzala, al fianco di Ederson a completare il reparto.
Il rendimento è stato mediamente positivo, la squadra tuttavia non ha convinto fino in fondo per tutta una serie di motivi e allora, dopo la lunga sosta, ecco il 4-2-3-1 proposto dal tecnico toscano, con certezze e richieste tattiche improvvisamente cambiate per entrambi.
Nelle ultime sfide, sia Gaetano che Samardzic hanno giocato in posizioni differenti. Gaetano, contro il Pafos e a Milano quando è entrato, si è sistemato in una delle due caselle di mezzo al posto di Kessie o Pasalic, mentre per il serbo la variante meneghina è stata ancora più particolare, perché Sarri lo ha piazzato a destra nei tre schierati alle spalle del centravanti.
Se Gaetano ha fatto bene in entrambe le partite, non si può dire lo stesso di Samardzic, che ha un po’ deluso. Come, del resto, i compagni di linea De Ketelaere e Rowe.
Quello che stiamo vedendo ora non è certo una soluzione definitiva. Sarri ha per ora scelto il 4-2-3-1 perché garantisce di più in fase offensiva (8 gol e 1 palo in tre sfide, più tante altre occasioni fallite), ma questo non significa che il modulo storico sarà abbandonato. Certifica semmai la sua volontà e capacità di adattamento.
Di sicuro Gaetano e Samardzic possono essere protagonisti anche con questo modulo e in quelle zone di campo e la speranza è che possano alzare i giri del motore già a partire dalla sfida di Amsterdam (giovedì 22 ottobre).