Xavier Jacobelli

Gasp, che straordinario regalo di compleanno ti ha fatto la Dea!

Gasp, che straordinario regalo di compleanno ti ha fatto la Dea!
25 Gennaio 2020 ore 23:10

Di Xavier Jacobelli

Se l’Atalanta voleva festeggiare degnamente i 62 anni di Gian Piero Gasperini, nato a Grugliasco (Torino) il 26 gennaio 1958, c’è riuscita in un modo esaltante. Il 7-0 di stasera ha letteralmente umiliato il Toro, incappato in una delle serate più tristi e mortificanti della sua storia recente: mai nella sua vicenda ultrasecolare i granata avevano preso 7 gol in casa (nel 1950 persero sì 7-0, ma in casa del Milan).

Il primo tempo della Dea è stato devastante addirittura meno del secondo, per un Toro senza capo né coda, letteralmente demolito dal martellamento atalantino. Quando è suonato il primo gong, i nerazzurri conducevano 3-0, ma se Sirigu non avesse compiuto almeno quattro interventi strepitosi, il punteggio sarebbe stato pesantissimo già al 45′. A parziale attenuante dei granata, la consapevolezza che quando la squadra di Gasperini gioca così, non ce n’è per nessuno, ma questo Toro che punta solo sui lanci lunghi a cercare il malcapitato Belotti, costretto a cantare e a portare la croce, non poteva andare da nessuna parte.

Ilicic viaggia su ritmi pazzeschi: ha segnato 12 gol nelle ultime 10 partite (1 ogni 61’ giocati), ne ha realizzati 85 in Serie A, lasciando il campione del mondo Paolo Rossi a quota 82. Gosens (8 gol di cui 7 in campionato) è il miglior difensore marcatore dei primi cinque più importanti campionato europei. Zapata è tornato a segnare, come Muriel che ne ha firmati altri due. Gomez è imprendibile. Palomino, nell’azione che ha mandato in rete Ilicic è stato eccezionale: ha letteralmente sradicato il pallone dai piedi di Laxalt dettando poi l’assist al compagno. Quando l’Orchestra Gasp suona la sua marcia trionfale, l’effetto è formidabile.

Nel 2019, l’Atalanta aveva collezionato 11 vittorie; nelle ultime sei gare esterne, il bilancio era stato di 4 pareggi, 1 vittoria e 1 sconfitta. Il cambio di passo registrato a Torino è stato impressionante: era dal febbraio del ’65 che il Toro non subiva 3 gol in casa dall’Atalanta e mai, in questo campionato, l’Attaccante aveva tirato per 15 volte in porta nei primi 45’. Un ritmo forsennato che ha schiantato i granata per i quali l’inizio della ripresa è stato un incubo a nome Ilicic, imprendibile e implacabile.

All’undicesima vittoria nerazzurra ha fatto riscontro la decima sconfitta del Toro in 21 incontri, mentre i 57 gol, realizzati dai bergamaschi nelle prime 21 giornate costituiscono un primato che la Serie A non registrava da 60 anni. Azioni alla mano, per usare la metafora rugbista, fraseggi da manuale, condizione atletica brillante: cancellando in un colpo solo le due sconfitte consecutive rimediate in Coppa Italia con la Fiorentina e con la Spal a Bergamo, l’Atalanta a Torino si è rimessa in carreggiata nel modo migliore e più esaltante per i 1.500 tifosi impazziti per il nuovo show dei gasperiniani.

PrimaBergamo l’aveva detto, lunedì corso, in calce al passo falso con la Spal: Gasperini sa come si fa a rialzare la testa. Mai compleanno poteva essere più felice.

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