L'intervista

Gasperini a Sky sulla ripartenza: «Come un nuovo campionato, dovremo essere i più bravi»

Bellissima chiacchierata del tecnico nerazzurro all'emittente satellitare in vista della ripresa delle partite ufficiali

Gasperini a Sky sulla ripartenza: «Come un nuovo campionato, dovremo essere i più bravi»
18 Giugno 2020 ore 23:02

di Fabio Gennari

«Dobbiamo resettare tutto quello che è stato nella stagione fino a prima del blocco perché questo sarà come un nuovo campionato, con molti temi nuovi, diversi per tutto. Dico che dobbiamo essere bravi, vorremmo essere molto bravi, probabilmente non i più forti, però dovremo essere i più bravi». Il tecnico dell’Atalanta Gian Piero Gasperini ha tracciato la via. Lo ha fatto con una bella intervista concessa a Sky nella trasmissione L’uomo della domenica dedicata a Bergamo. Il condottiero della Dea ha dimostrato ancora una volta che lui guarda sempre avanti. Sempre oltre.

«La squadra è sempre emozionalmente connessa con la sofferenza della città, il virus ha avuto un’espansione incredibile, con quello che è successo a Bergamo in particolare, con il dolore che ha colpito tutti, con così tanti morti e lutti. È chiaro che poi ha travolto anche i giocatori», ha confidato il tecnico della Dea, che oggi ha grande voglia di ripartire e non vede l’ora di iniziare. «Io sono molto contento di quello che stiamo facendo qui all’Atalanta. Soprattutto perché è riconosciuto ed è apprezzato da tanti, trasversalmente, non solo dai nostri tifosi. Questa per me è una grande soddisfazione, un grande successo»

Emozioni. Gasperini ne mette in ogni passaggio e quando parla di Josip Ilicic, tutto diventa ancora più chiaro. Perché le emozioni nascono dal cuore ma son governate dalla testa. «Per me è un ottimo attaccante: basta guardare i gol che sta realizzando. Ha anche segnato di destro, che è già una novità per lui. Josip è fondamentalmente un grandissimo giocatore, ha veramente tutto per esserlo. In questo momento è uno dei top in Europa perché ha raggiunto maturità, resistenza, capacità, ma soprattutto la consapevolezza di essere un grande. Quindi la testa, quella che io chiamo la centralina, molto spesso è più importante del quadricipite».

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