Emozioni forti

Gasperini torna a Bergamo, è l’occasione per fare ciò che non è stato fatto: un saluto in grande stile

Per la prima volta. il mister di Grugliasco affronterà la Dea da avversario alla New Balance Arena. Prevedibile un'accoglienza in grande stile

Gasperini torna a Bergamo, è l’occasione per fare ciò che non è stato fatto: un saluto in grande stile

No, non sarà una partita come le altre. Almeno sugli spalti, almeno per il contorno. Gian Piero Gasperini torna a Bergamo dopo 439 partite al timone della squadra nerazzurra, una parentesi che ha cambiato la storia dell’Atalanta e quella dello stesso tecnico di Grugliasco: né la Dea, né l’ex mister avevano mai raggiunto la Champions, tre finali di Coppa Italia, vinto un trofeo internazionale (l’Europa League) e sognato addirittura lo scudetto.

Questo resta nella storia, tutto il resto è contorno. Ma alla clamorosa, straordinaria, leggendaria, trionfale parentesi orobica del tecnico oggi della Roma manca un pezzo, qualcosa di doveroso visto quanto raccontato. Un saluto degno di questo nome.

Tutte le storie, anche le più belle, finiscono. Però c’è modo e modo di salutarsi. Lo scorso 25 maggio, a Bergamo, c’era la squadra attorno al cerchio di centrocampo per il congedo a Toloi. Gasperini avrebbe deciso di interrompere la storia con l’Atalanta pochi giorni dopo, nella quiete di Zingonia.

Nel giorno dell’inaugurazione della statua della coppa fuori dalla Morosini (17 ottobre) è stato trasmesso un video in cui il mister salutava la piazza. Un bel momento, ma manca un pezzo: lui in campo e la gente sugli spalti. Stasera (3 gennaio), in occasione di Atalanta-Roma, del ritorno a Bergamo del mister, sarà l’occasione giusta per colmare questa lacuna, chiudere il cerchio indipendentemente da quanto accaduto e dal fatto che il Gasp ora sieda sulla panchina dei giallorossi.

Da Roma, nella giornata di ieri, sono rimbalzate le dichiarazioni di Gasperini: «Torno a Bergamo con grande piacere, sono stato lì nove anni. Una bella storia quella dell’Atalanta, ci sarà tempo di ricordarla. Il comune denominatore era Percassi, siamo sempre cresciuti con grande sintonia. L’unico motivo è che la proprietà è cambiata, la figura dell’allenatore era diversa, gli obiettivi sono stati raggiunti. L’Europa League non è stato il punto massimo, è una società molto ricca, la vera anomalia è stata raggiungere risultati facendo bilanci sempre in utile, una cosa straordinaria. Io ho cercato di lasciare la squadra il più in alto possibile».

Al momento non è chiaro se stasera ci sarà o meno qualcosa di organizzato. Di solito gli striscioni sono un bel modo di raccogliere pensieri e frasi cariche d’emozione, ma una storia così grande potrebbe scatenare un po’ di tutto. Ogni atalantino allo stadio avrà addosso sensazioni forti, impossibile che non sia così. E allora è giusto tirarle fuori. Per la prima volta ci sarà a Bergamo, da avversario, il più grande allenatore della storia atalantina. Non sarà una serata normale, non potrà mai essere una partita come le altre.