Le dichiarazioni

Giuntoli si presenta: «Sono nel posto giusto, con Sarri ritroviamo un’identità forte»

Il nuovo direttore sportivo nerazzurro si è presentato alla stampa insieme all'amministratore delegato Luca Percassi per parlare del futuro

Giuntoli si presenta: «Sono nel posto giusto, con Sarri ritroviamo un’identità forte»

Oggi (14 luglio) Cristiano Giuntoli ha parlato per la prima volta nelle vesti di nuovo direttore sportivo dell’Atalanta. Nella conferenza stampa di presentazione, il dirigente è stato accolto dall’amministratore delegato Luca Percassi, che ne ha sottolineato l’immediato impatto sul club nerazzurro nelle prime settimane di lavoro.

Il benvenuto di Luca Percassi

L’ad ha aperto l’incontro con un ringraziamento personale al nuovo ds: «Un grande benvenuto, caloroso, a Cristiano come nuovo direttore sportivo dell’Atalanta. Da parte mia, della proprietà e di tutto il club, un ringraziamento a Cristiano per aver scelto il nostro progetto fin dalla nostra prima chiamata».

«In lui abbiamo visto una grandissima disponibilità nello sposare il progetto Atalanta – ha spiegato Percassi -: in un mese e mezzo dal suo arrivo ha già stravolto tante cose con dedizione e professionalità, portando un nuovo metodo di lavoro, grandissima energia e nuove figure professionali nel club».

«Vogliamo fargli un grande in bocca al lupo, ha tanto lavoro da fare ma è partito dal basso, ha vinto ogni categoria professionistica grazie a dedizione, capacità e intuizioni sul mercato che lo hanno portato a raggiungere alti livelli – ha concluso l’ad nerazzurrro -. Adesso starà a lui portare avanti il nostro progetto e rappresentare al meglio lo stile Atalanta, come uomo e come professionista».

Le prime parole di Giuntoli

Il neo direttore sportivo ha ricambiato l’accoglienza con parole di grande entusiasmo: «Sono felice, orgoglioso e onorato di rappresentare un club così importante. Ringrazio Luca Percassi, uno dei più grandi manager in Italia tra le aziende di calcio: ho accettato dopo un secondo. Ringrazio la proprietà, Stephen Pagliuca e Antonio Percassi, che mi hanno accolto come un figlio».

«Quando uno guarda l’Atalanta da fuori non può non innamorarsene. Se penso a dove è partito Antonio Percassi da ragazzo – nelle giovanili, poi in prima squadra, poi un percorso diverso fino a diventarne presidente – capisco come un presidente, da vero primo tifoso, sia riuscito a trasmettere negli anni un’energia incredibile. Hanno costruito una cantera piena di gioielli che tutto il mondo invidia, capace di sfornare calciatori per l’Italia e per il mondo ogni anno».

«È un grande orgoglio essere qui, mi ci rivedo nella mia storia, che parla di risultati abbinati alla sostenibilità: chi meglio della famiglia Percassi ha sempre reinvestito tutte le eccedenze tra ricavi e costi? Ogni giorno posso lavorare e confrontarmi di calcio con chi se ne intende come loro: sono fortunato, sono nel posto giusto».

La nuova identità di gioco firmata Sarri

Uno dei temi centrali dell’incontro è stato il cambio di guida tecnica e la nuova filosofia di gioco: «Quando sono arrivato qui abbiamo parlato di voler ritrovare una forte identità. Crediamo di aver scelto un allenatore (Maurizio Sarri, ndr) capostipite di un tipo di gioco diverso rispetto al passato, ma la strada è chiara e netta».

A proposito degli obiettivi, il direttore ha glissato spiegando che «L’Atalanta non dichiara mai quali sono i suoi obiettivi perché rappresentano dei limiti: ultimamente ha fatto cose straordinarie con grande umiltà e noi vogliamo percorrere quella strada. Poi vedremo quali saranno i nostri obiettivi».

Sul nuovo allenatore, Giuntoli ha aggiunto: «Sarri ha un’identità chiara, le sue squadre si riconoscono nel modo di interpretare il calcio, dalla marcatura a uomo stretta all’orientamento sulla palla a zona: una strada altrettanto chiara. Oltre ad essere un grandissimo allenatore, è una persona perbene, intelligente, che si mette sempre in discussione».

E ancora: «L’ho trovato cambiato in meglio, anche per come si è adattato alla Lazio in una situazione non semplice, facendo risultati straordinari nonostante dovesse occuparsi anche di altro. L’ho trovato più aperto, con tanti ragazzi nuovi nello staff, bravi e aggiornatissimi».

La rosa e i gioielli da blindare

Sul valore dalla rosa, Giuntoli si è detto fiducioso: «Noi crediamo che la squadra sia molto forte, sia numericamente che qualitativamente. Serve capire alcuni calciatori e le posizioni, ma ci penserà il mister: c’è tanta qualità sia in prima squadra che in Under 23, e anche nelle giovanili ci sono giocatori di valore. Siamo molto fiduciosi».

«Abbiamo consapevolezza che la squadra sia forte, crediamo in tutti i giocatori in rosa. Anche il mister dirà che siamo qui con la consapevolezza che la squadra è forte. Ci saranno delle difficoltà, perché il mister in campo ha richieste completamente diverse, ma siamo convinti che possano recepire la nuova realtà e adattarsi. Stiamo valutando quelli che abbiamo, inserendo eventualmente nuovi giocatori: per ora chiediamo informazioni su tanti, ma non pensiamo a intervenire subito sul mercato, vogliamo lavorare con chi abbiamo in rosa».

E sul nuovo acquisto Gaetano, arrivato da Cagliari: «Siamo contenti di Gaetano, lo abbiamo visto crescere a Napoli, ha grandi qualità tecniche e le potenzialità per fare il regista. Crediamo che la squadra sia a posto così, poi bisogna sempre restare attenti alle opportunità di mercato, ma siamo molto contenti di proseguire così, aspettando il rientro dei nazionali. Lavoriamo sul campo, che è la cosa più importante oggi».

Sulla strategia di mercato e i giovani di valore come Ahanor: «Guardiamo fuori per chiedere informazioni, ma non vogliamo cedere i gioielli: vogliamo tenerceli stretti, farli crescere e progredire insieme a loro, come ad esempio Ahanor. Credo che un direttore si veda sugli acquisti ma anche su altri fattori. Nel tempo aumentano le opportunità, ma non sempre il mercato propone certi calciatori: stiamo molto attenti a chi abbiamo in casa, perché abbiamo dei gioielli, oltre che guardare al mercato».

Il rinnovo di Ederson e il “nuovo” Palestra

Sul futuro del centrocampista brasiliano, le parole sono state rassicuranti: «Siamo molto contenti che Ederson possa rimanere, lo è anche lui: stiamo parlando per chiudere il rinnovo a breve. Siamo fiduciosi perché anche lui è felice di tornare a Bergamo. Il lavoro quotidiano ci porta a dei risultati, faremo un percorso importante».

Sulle corsie laterali, Giuntoli ha speso parole di fiducia: «A destra abbiamo Bellanova e Zappacosta: uno è già stato allenato dal Chelsea, l’altro era in nazionale, siamo convinti possano giocare a quattro con grandi risultati. Non parliamo di una nuova palestra, abbiamo un gruppo vincente dal punto di vista tattico, tecnico e relazionale: abbiamo un gran lavoro da fare per far bene.»

E sul portiere: «Carnesecchi sarà con noi, siamo molto contenti di lui, è un nostro punto di forza. Vogliamo continuare con questo gruppo adattandolo a questo nuovo modo di fare calcio, ma pensiamo possa fare molto bene.»

Polemiche sul caso Palestra? «Era una trattativa aperta, tutti erano al corrente di tutto. Il ragazzo è andato al Chelsea, siamo orgogliosi che un prodotto del settore giovanile sia andato in un club così importante, rappresentando l’Italia. Siamo stati sempre chiari e aperti su tutto con tutte le parti interessate».

Una filosofia di lavoro che si sposa con la Dea

Grande attenzione anche al settore giovanile e ai due arrivi dall’Empoli: «Uno dei motivi per cui sono qui: l’Atalanta è sempre stata una squadra di primordine. Intervento molto importante quello di Olivieri e Perillo dall’Empoli, due gioielli del calcio italiano: continuiamo a lavorare in quella direzione, lavoriamo in casa su quei prodotti. Questo investimento ci permette di avere un prodotto più pronto, il coraggio di noi dirigenti si assottiglia: credo che la strada sia corretta e sono contentissimo di continuare questo percorso.»

Sul Mondiale come vetrina e sulla strategia di scouting: «Il Mondiale rappresenta la vetrina dei più grandi calciatori, situazioni importanti. L’Atalanta deve andare a scovare anche calciatori di campionati minori, non alla ribalta, oppure sul mercato, che nella globalizzazione europea è difficile: dobbiamo affrontare potenze multinazionali. Lavorare sul settore giovanile, continuare il lavoro straordinario: ci proveremo con tutte le nostre forze».

Giuntoli ha raccontato anche il suo approccio ai primi giorni di lavoro: «Quando si comincia un percorso nuovo, ho trovato umanità e professionalità nel club. Le squadre cambiano le cose sul campo, quel tipo di calcio prevede situazioni combinate diverse all’esterno, ma alla fine contano sempre i risultati. Porterò la mia esperienza al servizio di tutti: scout, dirigenti, manager, segretari. Ho trovato una società adatta a me, è il massimo per un ds che ama lavorare tutto il giorno con queste persone, e mi trovo molto bene».

«Avevo un’idea ed è stata confermata: grande lavoro e applicazione a Zingonia, uno dei più grandi dirigenti, stare al suo fianco è un onore e ogni giorno si impara qualcosa. Ho trovato tante persone applicate e di grande talento, niente di diverso da quello che mi aspettavo».

Un passo importante per tutti

Un passaggio più personale ha riguardato l’emozione di arrivare a Bergamo: «Grande emozione per me: quando ero a Carpi, l’Atalanta era un punto di arrivo, ho sempre desiderato lavorare qui. Grande emozione e responsabilità essere qui, varcare i cancelli di Zingonia: non è facile tenere questi livelli, è un percorso difficile e duro, ma siamo contenti di poterlo fare».

Guardando al proprio percorso professionale, tra Napoli e Bergamo: «De Laurentiis e Percassi sono proprietà straordinarie, hanno talento e sanno riconoscere il talento, entrambi hanno un forte ascendente sul lavoro quotidiano e sull’applicazione. Sono stato contento di tutte le mie esperienze, mi hanno aiutato ad arricchirmi e a capire chi sono, e mi hanno portato a essere qui oggi come direttore dell’Atalanta».

Infine, sulla pressione del nuovo incarico: «Ogni posto rappresenta le sue difficoltà, ma le grandi motivazioni e le grandi pressioni le ho dentro di me. Cerco sempre di dare il massimo e non sono mai contento, cerco sempre di capire e mi metto in discussione, ho una tensione interna che mi spinge a fare tante cose. Chiaro che tutti i posti sono diversi, ma le pressioni dentro sono sempre le stesse».

E, in chiusura, la promessa per il futuro: «L’Atalanta ha scritto pagine di storia incredibili, ora cerchiamo di scriverle insieme e continuare questo grande percorso».