Il biglietto da visita di Tano-gol «E ora segno sotto la curva»

Il biglietto da visita di Tano-gol «E ora segno sotto la curva»
04 Dicembre 2015 ore 09:25

Il gol è per la fidanzata Federica e per tutti i tifosi che lo hanno sempre sostenuto, di tutti invece è la sensazione che col gol segnato al Friuli di Udine Gaetano Monachello abbia mandato un segnale forte. Perché nel 3-1 patito dall’Atalanta a Udine in Coppa Italia, la Dea finalmente ha scoperto la sua giovane punta siciliana. Il centravanti dell’Under 21 ha disputato i suoi primi 90 minuti con la maglia della Dea e ha offerto una bellissima prova. Corsa, azioni manovrate, conclusioni e gol sono stati il menù della sua serata friulana. Con l’obbiettivo, ora, di aggiungere altri minuti alla sua personale tabella, cercando più spazio pure in campionato.

 

https://youtu.be/pTE7-g-bm5U

 

Gaetano Monchello, l’Atalanta a Udine ha giocato una bella partita con qualche errore difensivo. Sei d’accordo?

Quando la squadra è così rinnovata rispetto al solito, quando tanti giocatori scendono in campo assieme per la prima volta è normale che qualche sbavatura ci sia. Sono convinto che l’Atalanta abbia comunque fatto una bella partita, meritavamo più noi dell’Udinese, e per la conferma basta guardare le occasioni che abbiamo creato. Se dopo la rete del pareggio, Estigarribia avesse insaccato quel pallone adesso staremmo parlando di un altro risultato. Ne sono convinto. Peccato, può succedere ma c’è da essere felici della prova corale.

La tua, di prova, come è stata?

Sono contento, soddisfatto della mia gara. Sentivo la voglia dei tifosi di capire chi era veramente Gaetano Monachello, sapevo che anche la stampa e in generale l’ambiente volevano vedere cosa potevo dare alla squadra: i miei primi 90 minuti di gioco interi in maglia nerazzurra mi lasciano ottime sensazioni. Volevo dare un segnale anche fuori dal contesto Under 21 e credo di esserci riuscito pur sapendo bene che posso e devo dare di più. Ho cercato di combattere, correre e mettermi al servizio del gruppo. Ho avuto occasioni e ho fatto gol, ma credo che nel contesto generale della partita questo sia forse il dettaglio meno importante. Mi rende molto felice arrivare alla mia prima rete con la maglia dell’Atalanta a coronamento di una prova così dal punto di vista fisico e di manovra.

 

Udinese-Atalanta, Coppa Italia

 

Hai giocato poco ma sembri già al top.

È solo l’inizio, ci tengo a sottolinearlo perché posso fare molto di più. Ho una voglia matta di dare grandi soddisfazioni alla gente, sono completamente calato nella realtà dell’Atalanta e l’obiettivo è quello di dare una mano ai compagni. Non penso solo al gol, penso a quel passaggio sbagliato per D’Alessandro in cui potevo fare molto meglio, ma penso anche alle punizioni che ho preso e ai passaggi che ho fatto e che potevo fare meglio. Spero di avere un po’ di continuità, ho tanto da dare e nessuna voglia di tirarmi indietro. Io sono fatto così, non mi aspettavo di stare così bene, ma è ovvio che più giochi più puoi affinare la condizione.

Dove puoi migliorare?

Lucidità, rapidità e freschezza si possono sicuramente migliorare. Devo ringraziare Reja e lo staff perché in questi mesi in cui non ho giocato il lavoro mi ha comunque permesso di tenere una preparazione fisica molto importante e al livello di quella dei compagni maggiormente impiegati. Adesso guardo avanti e spero di avere altre possibilità per essere decisivo. Per fare gol.

Primo gol, importantissimo, eppure sei rientrato negli spogliatoi senza casacca: di solito la tengono tutti.

È vero, ho fatto gol ma la maglia l’ho scambiata con Domizzi. È stato lui a chiedermela, vista la sua carriera per me è stato un gesto di grande considerazione della mia prestazione. Mi ha fatto piacere e l’ho scambiata volentieri. A fine partita sono anche corso vicino alla tribuna per regalare i pantaloncini a Valter e Giuseppe: sono due ragazzi del mio paese che vivono e lavorano a Udine. Uno di loro, ha anche giocato con me da piccolo.

 

Udinese-Atalanta, Coppa Italia

 

Sono arrivati tanti messaggi di complimenti?

Ho ricevuto i complimenti e l’abbraccio di tutto il gruppo, staff compreso. Dentro lo spogliatoio conoscono bene la mia voglia di arrivare, di essere importante e decisivo con la maglia dell’Atalanta. Qui a Bergamo c’è grandissimo calore e io lavoro ogni giorno per ripagarlo, da Agrigento mi arriva una forza incredibile perché tutti mi seguono con grande trasporto. Sapevo che la gente si aspettava un gol da me, prima della gara al telefono e via sms con la mia ragazza Federica abbiamo parlato anche di questo: lei mi diceva di tirare in porta il più possibile proprio per cercare la via della rete.

Unico neo: il tuo gol è arrivato in uno stadio senza tifosi dell’Atalanta…

Mi manca il gol a Bergamo, spero di farlo sotto la curva. Proprio per andare subito a raccogliere il loro abbraccio. Quello che è successo dopo la trasferta di Roma con l’accoglienza a Zingonia è stato incredibile. Ho solo 22 anni e non avevo mai visto nulla di simile: sono emozioni che ti caricano a mille e ti lasciano dentro una grandissima voglia di fare il massimo. Con questo gol ho dato un bel segnale, voglio darne altri. Molto presto.

Domanda secca per concludere: resti a Bergamo a gennaio?

Iniziano a circolare voci di mercato che sono assolutamente lontane dalla realtà. Io voglio restare a Bergamo, ci sono interessamenti ma non c’è nessuna partenza all’orizzonte. Spero ovviamente di dare un contributo importante trovando un po’ di spazio tra Palermo, Chievo e Napoli, ma non ho intenzione di andare via dall’Atalanta.

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