L'immagine finale

Il cerchio magico di Palladino, quel posto dove le imprese diventano combustibile per il futuro

L'allenatore, dopo partite importanti, riunisce la squadra in mezzo al campo e trasmette subito le sue emozioni. Non è una cosa scontata

Il cerchio magico di Palladino, quel posto dove le imprese diventano combustibile per il futuro

L’ultima volta che lo avevamo visto e il tecnico ne aveva parlato era dopo Atalanta-Chelsea dello scorso 9 dicembre.

L’Atalanta aveva appena battuto i campioni del mondo ed era reduce in campionato dalla clamorosa sconfitta di Verona. Palladino aveva parlato alla squadra in vista del Cagliari, dicendo che non era possibile vedere prove così distanti tra loro. E aveva deciso di farlo lì, in mezzo al campo, con i ragazzi a cerchio attorno a lui in mezzo al campo.

Questa volta, al termine della vittoria per 3-0 contro la Juventus in Coppa Italia, il messaggio è stato diverso: ora serve continuità.

Vedere la squadra coesa, vicina e in ascolto del suo allenatore fa sempre un bell’effetto. Ci immaginiamo i giocatori come supereroi che non possono essere mai umani, quindi deboli o scalfiti da quello che comunemente condiziona un po’ tutti, ma alla fine sono ragazzi di 25-30 anni che possono anche sbagliare o avere paura. Quindi le parole di chi li guida possono essere preziose e aiutare a gestire i momenti difficili, ma anche quelli d’euforia.

Ascoltando i nerazzurri quando si presentano davanti a microfoni e taccuini, si percepisce come la considerazione del gruppo per Palladino sia altissima. Osservate anche i volti: si vedono felicità e voglia, ma anche la consapevolezza di poter fare meglio se le cose non sono andate bene.

Quel cerchio in mezzo al campo a fine partita è il posto dove ognuno di loro porta un pezzetto, il tecnico motiva e l’Atalanta prova a costruire il suo futuro.