«Non abbiamo ancora fatto niente»: mister Palladino lo ha ripetuto più volte. In termini concreti, ha ragione e il modo migliore per tenere il gruppo concentrato sul percorso verso il risultato è insistere su quanto sia ancora lontano.
Le dichiarazioni pubbliche del tecnico, quindi, sono sacrocante. Per amor di verità, tuttavia, bisogna essere onesti e dire che, da quando è arrivato a Bergamo, di cose ne sono state fatte parecchie. E tutte ottime.
Palladino ha preso l’Atalanta al 13° posto, con 13 punti e l’autostima sotto i tacchi. Dopo 14 giornate di lavoro, pur con inciampi come quelli contro il Verona (sconfitta) e il Pisa (pareggio), la squadra è a quota 42 punti e con una media da Champions . Nel 2026, la Dea ha conquistato 6 vittorie e 2 pareggi in 8 gare di A, con 14 gol fatti e appena 2 subiti. Dunque è stato fatto molto, sebbene ancora niente di definitivo.
A questo vanno aggiunte le crescite personali di tanti giocatori e la consapevolezza (ritrovata) di un gruppo che crede evidentemente nei propri valori. Ottenere 6 punti tra Cremonese e Lazio senza De Ketelaere e Scamacca è un merito enorme. Ed è solo un esempio dei passi avanti compiuti dalla squadra. Insomma, di motivi per essere felici e fiduciosi ce ne sono davvero un sacco. E Palladino, sebbene non lo dica apertamente, lo sa benissimo.