Stranezze

Il paradosso: con l’uomo in più, a Genova e a Reggio Emilia, l’Atalanta non è stata efficace

Quello che dovrebbe essere un vantaggio, per i nerazzurri si è rivelato un problema di non poco conto. E alla fine ha pagato dazio

Il paradosso: con l’uomo in più, a Genova e a Reggio Emilia, l’Atalanta non è stata efficace

La gara è cambiata subito, a Genova con il rosso a Leali e a Reggio Emilia con quello a Pinamonti. Doveva essere un vantaggio, ma con l’uomo in più le cose sono paradossalmente peggiorate e l’Atalanta non è riuscita a fare la partita che aveva preparato.

Con una differenza importante: a Marassi la zuccata nel finale di Hien ha portato 3 punti, al Mapei Stadium il Sassuolo è andato avanti addirittura 2-0 (sempre con l’uomo in meno) e solo nel finale è arrivata la rete di Musah a dimezzare lo svantaggio.

Eppure a Reggio Emilia la Dea era partita bene, la posizione di Zalewski alle spalle di Matic con licenza di attaccare gli spazi aperti da Scamacca e Samardzic stava funzionando e l’occasione sciupata dal numero 59 nerazzurro su assist in verticale di Pasalic (pallonetto appena largo) è li a dimostrare come la strada fosse quella giusta. Il rosso a Pinamonti ha cambiato tutto, il Sassuolo si è messo 4-4-1 e ha difeso con un doppio blocco basso.

Il problema è la rete del vantaggio dei padroni di casa, presa su un calcio da fermo con la deviazione vincente arrivata davanti a Carnesecchi, nell’area piccola, con Kolasinac fermo e Koné libero di insaccare. Da quel momento, l’Atalanta ha iniziato a muovere la palla da un lato all’altro cercando un pertugio, ma cercando pochissimo, ad esempio, il tiro da fuori.

Preso il 2-0, con una ripartenza in cui i nerazzurri sono stati troppo passivi, la frittata era fatta. Insomma, per questa Dea è quasi meglio rimanere 11 contro 11.