Le parole emozionate di Gasperini in conferenza stampa, quando si è commosso parlando del presidente Antonio Percassi, non sono state di certo banali.
Tutto va contestualizzato, ogni scelta va rispettata, così come il momento di difficoltà che l’ex tecnico sta oggettivamente attraversando a Roma. Ma, al netto delle opinioni, dei ricordi, delle emozioni che sono state vissute all’ombra di Città Alta nelle ultime stagioni, ora siamo andati oltre e c’è Palladino (che proprio ieri ha compiuto 42 anni) in panchina per un Roma-Atalanta che ha davvero tanti significati.
La frenata del Como (2-1 in casa del Sassuolo, sconfitta inattesa) mette senza dubbio altra benzina sul fuoco di una gara che, in caso di successo di Roma o Atalanta, vedrebbe i lariani superati o avvicinati da capitolini o bergamaschi, mentre con un pareggio ci sarebbe l’aggancio a quota 58 della Roma, con la Dea a -4 (54).
Questi sono i motivi importanti per guardare alla sfida di questa sera (18 aprile, alle 20.45), con un occhio diverso rispetto alla settimana di passione che si è vissuta a Roma e consapevoli della voglia di riscatto della Dea.
Gasperini avrà alcune assenze pesanti, Palladino da questo punto di vista è più sereno, ma complessivamente non bisogna mai perdere di vista la realtà nella sua completezza: il giorno del nuovo incrocio tra l’Atalanta e Gasperini vale tre punti pesantissimi. Il campionato non finisce oggi, ma vincere o meno a Roma fa tutta la differenza del mondo. A prescindere da quello che è stato finora il campionato, perché siamo alla rincorsa finale e conta solo andare il più in alto possibile.