Ovviamente, vincere sarebbe stato meglio. Farlo in rimonta passando da 0-2 a 3-2 avrebbe disegnato i contorni dell’impresa per 3 punti che sarebbero stati formidabili per la classifica. Siccome il risultato è stato 2-2, però, bisogna avere la freddezza di guardare al punto preso contro l’Udinese con la serenità di chi pesa i problemi, valuta le soluzioni e apprezza lo spirito. Soprattutto quando non si vince e la prospettiva non è condizionata dal risultato: la vittoria fa sempre sembrare tutto molto, molto diverso.
Contro l’Udinese mancavano Scalvini, Ederson, De Ketelaere e Raspadori. Più de Roon e Zalewski, Zappacosta e Krstovic, che in questo momento sono tutti titolarissimi.
Mancavano anche questi ultimi perché non possono giocare sempre ed è sacrosanto e doveroso cercare di prendere ogni goccia di energia da chi è a disposizione. Essere impegnati su tre fronti significa aver bisogno di tutti coloro che possono dare una mano. E l’Atalanta non può fare a meno di giocatori di quel livello, dall’inizio o per tutta la partita.
Detto di tutte queste difficoltà, sottolineato che i cambi di formazione sono necessari per tenere botta (o cercare di farlo) su tutti i fronti, giusto guardare il bicchiere mezzo pieno: il 2-0 dell’Udinese poteva essere un (doppio) colpo da ko e invece l’Atalanta è rimasta in piedi e l’ha pareggiata. Accorciando sul quarto posto e allungando sull’ottavo. Il resto sono aspettative (probabilmente senza senso) e cose di campo (che è sempre l’unico parametro che conta davvero).