Nel giorno forse più importante, quando Scamacca si è dovuto fermare per un edema fibrillare al flessore destro, è tornato al gol Nikola Krstovic.
Il montenegrino non trovava la via della rete dalla sfida di Torino dello scorso 21 settembre. Le sue prestazioni deludenti sono state spesso motivo di preoccupazione per i tifosi e la doppietta al Bologna è davvero importante per guardare al futuro con fiducia. Tra l’altro, il numero 90 della Dea non ha solo fatto gol, si è anche dato parecchio da fare e ha inciso pesantemente sul risultato.
Quello che si chiede a un centravanti è segnare. Ovviamente, se contro lo Slavia Praga, a Verona e in altre occasioni l’ex Lecce avesse trasformato le occasioni che gli si sono presentate adesso ci sarebbe una considerazione di lui molto diversa, ma la verità è che i numeri, per quanto riguarda il campionato, non sono poi così diversi da quelli di Scamacca. Parliamo di giocatori e di un livello diverso, ma intanto le medie gol sono molto, molto vicine.
Scamacca in campionato ha segnato 5 gol in 768′ (recuperi esclusi), mentre Krstovic ha messo a segno 4 gol e 3 assist in 650′ (recuperi esclusi). Questo significa che l’azzurro ha una media gol di una rete ogni 154′, Krstovic si ferma a una rete ogni 163′. Se consideriamo anche gli assist, Scamacca ha preso parte a 5 reti di squadra, mentre Krstovic 7.
Chiaro che adesso si aspettano conferme, non basta quello che è stato fatto finora per considerare la stagione di Krstovic positiva, ma i numeri, freddi e crudi, al momento dicono che il centravanti montenegrino non è poi questo grande flop che molti raccontavano.