Dentro i giovani

In attesa di certezze per il futuro, a Firenze la speranza è di vedere qualche esordio

L'ultima di campionato al Franchi è una bella occasione per dare spazio a ragazzi che quest'anno sono spesso andati in panchina

In attesa di certezze per il futuro, a Firenze la speranza è di vedere qualche esordio

No, non sarà un’amichevole. Certo, il risultato non conta nulla, ma a Firenze, venerdì sera (22 maggio), ci sarà la possibilità di chiudere la stagione cercando motivi di grande interesse e spunti pensando anche al futuro.

Non valutazioni – una partita è troppo poco -, ma elementi che stimolino la curiosità e le valutazioni su quanto e come alcuni dei ragazzi meno (o mai) impiegati possano davvero essere considerati parte del progetto nerazzurro.

Il primo nome della lista è quello del difensore Obric. Con 15 panchine stagionali, il classe 2006 nato a Belgrado, ma di nazionalità serba, potrebbe scendere in campo anche dall’inizio contro una Fiorentina che giocherà molto “leggera” di testa, al pari di una Dea senza patemi di classifica e con la volontà di dare spazio a giovanotti di belle speranze. Anche il centrocampista Levak (croato classe 2006, centrocampista centrale) potrebbe trovare spazio, al pari dell’attaccante Vavassori (classe 2005).

In generale, la possibilità di vedere dei ragazzi in campo a Firenze è importante sia per la gratificazione che viene data al settore giovanile, sia per la fiducia e l’autostima di elementi che si allenano da parecchie settimane con la Dea dei grandi e non hanno ancora avuto la possibilità di scendere in campo. Una presenza in A conta poco per chi è abituato ai grandi numeri, ma è preziosa per quei ragazzi che si stanno appena affacciando a questo mondo.