Rino Gattuso, dopo la partita, ha ringraziato Bergamo per non aver fischiato l’Italia al termine del primo tempo, quando la partita era ancora sullo 0-0. La verità è che la serata di Italia-Irlanda del Nord (26 marzo) è stata un concentrato di emozioni molto diverse tra loro.
Il pubblico era evidentemente diverso da quello caldo e appassionato che di solito trascina l’Atalanta, ma non per questo è rimasto in silenzio senza farsi sentire. Anzi: seppur solo a folate, seppur condizionata da quanto avveniva (poco) in campo, la gente non ha mai mollato l’Italia e alla fine tutti hanno cantato assieme. In attesa dell’ultimo scoglio da superare che si chiama Bosnia (il 31 marzo).
Prima della partita, fuori dal parcheggio sotterraneo e davanti all’ingresso della Tribuna Centrale, è stato un via-vai continuo di personaggi, anche molto famosi. In ordine sparso si sono visti, tra gli altri, Demetrio Albertini, Nicola Ventola, Marten de Roon con la moglie Ricarda, l’ad della Lega di A De Siervo, diversi procuratori (tra cui Riso), il mister del Verona Sammarco, i dirigenti dell’Atalanta. Lo stadio era completamente esaurito e nelle due Curve, così come in Rinascimento, si sono viste tante sciarpe della Nazionale che hanno creato un bell’effetto.
La partita è stata bruttina nel primo tempo e un po’ meglio nella ripresa, Tonali e Kean l’hanno risolta e il pubblico si è scaldato, ma alcuni spunti fanno riflettere molto: la vincitrice della prima parte di gara è stata senza dubbio la tensione, palpabile, tra i protagonisti. Gare di questo tipo sono complicate da sbloccare e se non ce la fai, da favorito, diventa dura.
Molto bello è stato vedere gli occhi di tantissimi bambini preoccupati (prima) e felici (poi). Loro, un Mondiale con l’Italia protagonista, non l’hanno mai visto. A Bergamo sono stati testimoni del primo tempo e martedì a Zenica c’è da finire l’opera.