C’è un atalantino a Manchester «Pure a Pirlo dissi cosa tifo»

C’è un atalantino a Manchester «Pure a Pirlo dissi cosa tifo»
Atalanta 24 Febbraio 2016 ore 15:24

Si chiama Jonny, è un DJ inglese e la sua storia si è intrecciata 5 anni or sono con quella dell’Atalanta. Come sempre, quando raccontiamo dei tifosi nerazzurri nel mondo, le sorprese non mancano, e lui non è un’eccezione. Fa decisamente strano sentir parlare uno che si è innamorato della Dea preferendola al calcio inglese grazie ad alcuni amici conosciuti a una festa di Boario. Una fede che questo simpatico ragazzone britannico ha confessato pure in viaggio di nozze a New York, quando incrociò per strada Andrea Pirlo, si fece una foto con lui per poi gridagli in faccia: «Forza magica Atalanta!».

La musica, l’Atalanta e la Roma. Per raccontare la storia di Jonny dobbiamo tornare al 2011. «Circa 5 anni fa mi è stato chiesto di fare il dj set ad una festa nei pressi di Boario. In quell’occasione ho scambiato alcune chiacchiere con amici e la conversazione si è preso spostata sul calcio: per la maggior parte dei tifosi inglesi della mia generazione la Serie A italiana è stata molto importante nell’educazione calcistica. Quando ho chiesto a quei ragazzi che squadra tifavano, loro mi hanno parlato dell’Atalanta. In Inghilterra, la Dea ha una grande reputazione ed è conosciuta sia per la tifoseria appassionata che per un settore giovanile che sforna sempre grandi giocatori. Così, ,mi venne voglia di vedere dal vivo la realtà dello stadio, ho chiesto di aiutarmi a organizzare una trasferta al Comunale con biglietti in Curva Nord per la partita contro la Roma che si sarebbe giocata di lì a poco. Quando sono andato per la prima volta allo Stadio Atleti Azzurri d’Italia è stato un colpo di fulmine: ormai non potevo più tornare indietro. E così ero ormai completamente innamorato della Dea».

 

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Ma come, innamorato della Dea con due giganti del pallone proprio nella tua città? «Manchester è molto divisa e io non voglio entrare nel merito se sia più rossa (United) o blu (City). I miei amici qui sanno che ho perso passione per il calcio inglese molto tempo fa, a causa dei prezzi elevati dei biglietti e severe normative (allo stadio bisogna stare tutti seduti e mai in piedi, per esempio). Dunque, è stato naturale vedermi cercare altrove il mio tipo di calcio ideale. Ora sono tutti molto interessati a conoscere di più sui miei viaggi a Bergamo».

Le partite, la polenta e gli aerei. La vita di Jonny è legata a doppio filo alla musica, e grazie a tante conoscenze nelle nostra regione per lui è sempre più forte anche il legame con Bergamo e l’Atalanta. «Sono molto fortunato ad avere un sacco di amici in Lombardia. Ho suonato lì diverse volte. Alcuni di questi amici mi hanno messo poi in contatto con altri atalantini che ora vivono a Manchester. Con loro condivido viaggi verso Bergamo, o semplicemente ci troviamo a casa di qualcuno per guardare le partite sui canali satellitari italiani. Il top è quando, oltre alla partita, ci organizziamo per cucinare e mangiare la polenta: mi piace tantissimo».

La polenta a Manchester? Difficile da credere. Meglio mangiarla in città anche se lo stadio non è nemmeno paragonabile a quelli britannici. «Bergamo è comodissima per me, disponiamo di voli economici diretti e regolari da Manchester quindi è molto accessibile. Amo Bergamo, ho un grande quadro della skyline di Città Alta in casa mia: è stato facile per me innamorarmi dell’Atalanta perché ero innamorato di Bergamo. Credo che l’amore per la squadra si identifichi e viaggi di pari passo con l’amore per la città. A Bergamo la gente è molto orgogliosa delle sue origini e dell’Atalanta, questo per me è meraviglioso. Il calcio in Italia mi trasmette qualcosa che in Inghilterra non c’è più: la vera passione negli stadi. Tutti sanno che abbiamo due impianti incredibili qui a Manchester, ma l’atmosfera soffre dei prezzi dei biglietti esorbitanti, una programmazione TV scomoda e regole che ci impediscono di stare in piedi e sostenere la nostra squadra. Pensate, è perfino difficile sventolare una bandiera del Manchester all’Old Trafford».

 

jonny tifoso atalanta manchester

 

Gli amici, l’educazione e Andrea Pirlo. Ma come vedono gli amici di Jonny la sua passione per la Dea? «Ora vi sorprendo. La gente qui a Manchester conosce davvero di calcio, e parla spesso e con nostalgia della Serie A degli anni Novanta. Tanti appassionati seguono ancora con grande interesse gli avvenimenti che ci sono nel massimo campionato di calcio italiano. Molti, per la verità, tendono a non conoscere molto della squadra dell’Atalanta, ma per quello ci sono io: appena lo capisco mi adopero per educarli alla Dea. Allo stesso tempo, ci sono molti italiani a Manchester, quindi è facile anche parlare con loro della squadra bergamasca e in generale del calcio italiano. Sono spesso vestito di nero e blu, posto spesso sui miei social notizie e qualsiasi cosa che sia inerente o collegato all’Atalanta».

Già, ma invece come è andata quella volta con Pirlo? Jonny spiega: «Quest’anno sono stato a New York per il mio viaggio di nozze. Dopo l’arrivo in albergo abbiamo disfatto i bagagli e siamo usciti per cercare un posto dove bere qualcosa. Appena usciti dall’hotel, mentre camminavamo per strada, mia moglie mi chiama e mi dice “Ehi, quel ragazzo ha una faccia conosciuta”. Ho guardato e ho capito subito: era Andrea Pirlo. Mi sono subito avvicinato, gli ho chiesto una fotografia e dopo gli ho detto “Grazie mille Pirlo ma FORZA MAGICA ALTALANTA!”. Lui mi ha guardato stranito, poi mi ha sorriso: si chiedeva come fosse possibile che un ragazzo inglese sapesse qualche parola di italiano, ma soprattutto che tifasse Atalanta!».

 

La magia del Comunale è per sempre. La chiacchierata finisce, rimane un’ultima curiosità: c’è una partita indimenticabile per Jonny? «La mia prima volta – chiude Jonny -. Contro la Roma, l’atmosfera era incredibile. Prima di allora non sapevo perché Atalanta e Roma fossero così rivali a livello di tifoseria, ma quel giorno tutto fu chiaro. Avevo la pelle d’oca ogni volta che i decibel della Curva Pisani si alzavano. Poi il gol, e tutto lo stadio a cantare: “Vinci per noi! magica Atalanta”, ero estasiato. Sono emozioni che mi resteranno dentro per sempre, non dimenticherò mai quella prima volta».

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