Il tema è semplice: durante il Mondiale, quindi con importanti partite in corso di svolgimento, affondare il colpo su giocatori che sono impegnati in campo dall’altra parte del mondo è un rischio che supera in modo netto la volontà di anticipare grandi prestazioni che potrebbero alzare il prezzo di un calciatore.
Gli infortuni, infatti, sono sempre in agguato e negli ultimi giorni ne sono arrivati un paio che hanno chiuso la competizione per gli sfortunati protagonisti e incideranno sicuramente sui loro primi mesi della prossima stagione.
La gamba del centrocampista canadese Koné (Sassuolo) ha fatto crack contro il Qatar dopo un brutto intervento avversario: frattura di tibia e perone e stop di almeno 4-5 mesi. Koné piaceva anche all’Atalanta, a gennaio si parlava di un interessamento e con la Dea che cerca uomini in mezzo al campo è chiaro che il suo nome andava monitorato. Ora, stante il brutto infortunio, tutto è mandato in soffitta.
Caso simile, anche se molto meno grave, per il difensore della Germania Schlotterbeck. Lui non era un obiettivo della Dea, gioca nel Borussia Dortmund e ha un problema a un legamento della caviglia: il suo Mondiale potrebbe essere già finito e chissà che i tedeschi gialloneri ora non debbano andare sul mercato per trovare un nuovo elemento da inserire. In quel caso, puntassero qualcuno che piace anche a Bergamo, la concorrenza aumenterebbe.
Lo diciamo spesso, lo vediamo ora: la partecipazione al Mondiale di un giocatore può spostare gli equilibri in modo anche molto pesante, giusto tenerlo in considerazione.