I più meritevoli

La cerimonia del Premio Brembo al Kilometro Rosso: una festa per i giovani dell’Atalanta

Ottava edizione del riconoscimento che unisce sport, scuola e valori in scena nella sede dello sponsor del Settore Giovanile

La cerimonia del Premio Brembo al Kilometro Rosso: una festa per i giovani dell’Atalanta

foto in apertura da Atalanta.it

Per la prima volta nella sua storia, il Premio Brembo ha trovato casa. Ieri (martedì 19 maggio), la sede di Brembo al Kilometro Rosso di via Stezzano a Bergamo ha ospitato l’ottava edizione della cerimonia che ogni anno celebra i giovani atleti del Settore Giovanile atalantino più meritevoli per risultati sportivi, impegno scolastico e – soprattutto – valori umani. Una serata diversa dalle precedenti, più intima e simbolica, in un luogo che di per sé racconta molto di ciò che le due realtà bergamasche hanno in comune.

Due eccellenze bergamasche

Il Kilometro Rosso non è una location qualunque. È un campus che ospita 85 aziende e tremila persone impegnate ogni giorno a scambiarsi idee, cercare soluzioni, costruire innovazione. Brembo ne è parte integrante, e scegliere di aprire le proprie porte per ospitare la cerimonia ha avuto il sapore di un gesto preciso: far vedere da dentro come funziona un’eccellenza.

Cristina Bombassei, Chief Legacy Officer di Brembo, ha raccontato la storia dell’azienda con orgoglio e semplicità. Sessantacinque anni fa, la famiglia Bombassei ha avuto la lucidità di cogliere un’opportunità e da quella intuizionela Brembo è diventata una realtà presente in 18 paesi con oltre 16 mila collaboratori.

Dal 1975 è in Formula 1, ai massimi livelli della sfida tecnologica mondiale. «Parlare ai giovani dell’Atalanta significa parlare a giovani che ogni giorno scelgono di mettersi in gioco. Ogni fine settimana anche noi ci mettiamo in gara. Abbiamo sfide diverse dalle vostre, ma accomunate dalla capacità di credere in sé stessi, lavorare duro ogni giorno e non arrendersi mai».

Cosa valuta davvero il Premio Brembo

Il Premio Brembo non premia chi ha segnato di più. Lo ha ribadito con chiarezza Roberto Samaden, responsabile del Settore Giovanile nerazzurro: «Ragazzi, dovreste sentirvi fortunati di essere in un club che dà prima di tutto importanza a persone, uomini e donne, capaci di abbinare l’attività sportiva a comportamenti corretti. Mi piace che questo premio sia il suggello del lavoro che viene fatto ogni giorno a Zingonia».

La commissione di selezione, coordinata dalla psicologa Lucia Castelli, ha valutato ogni candidato su una griglia precisa: nessuna insufficienza a scuola, comportamento corretto in allenamento e in partita, impegno durante l’attività calcistica, competenze di gioco, tipologia di percorso scolastico frequentato.

«Ci sarebbero almeno tre o quattro ragazzi da premiare per ogni squadra – ha ammesso la Castelli – ma così è la vita: bisogna sapersi guardare allo specchio.» Un dato su tutti racconta il peso di questo riconoscimento: undici ex vincitori del Premio Brembo sono oggi calciatori professionisti, tra cui Giorgio Scalvini.

I premiati dell’edizione 2025/26

Nel settore maschile il premio è andato a Gabriel Ottocento (U15), Alessandro Percassi (U16), Giovanni Zanatta (U17), Alessandro Franchini (U18) e Mattia Pedretti (Primavera). Nel settore femminile a Francesca Roveda (U15) e Martina Bacchio (U17). Per la categoria Special, invece, Marco Vinicio Campo e Mateo Ricardo Virgillito.

Due i premi speciali, riservati a chi ha dimostrato un esempio straordinario di impegno e resilienza: Diletta Pesenti (U15 femminile) e Alessandro Barbieri (Primavera), premiati come esempio di maturità.

«Bisogna conquistarsi tutto, senza scorciatoie»

A chiudere la serata, le parole dell’ad nerazzurro Luca Percassi hanno riportato tutto alla sostanza. «Dobbiamo lavorare ogni giorno per migliorare le prestazioni sul campo. La nostra raccomandazione è di non abbandonare gli studi: è un modo per continuare a crescere. La storia di Brembo penso sia fonte d’ispirazione per i ragazzi: quello che conquisteranno nella vita se lo conquisteranno non a parole, ma con il lavoro, la dedizione, il sacrificio. I ragazzi dell’Atalanta sono diversi da tutti gli altri.»

Perché il Premio Brembo, alla sua ottava edizione, non è una semplice festa di fine stagione. È la conferma annuale che a Zingonia si lavora in un certo modo, con una certa serietà, e che i risultati – sul campo e fuori – non arrivano mai per caso.