Il tema

La coerenza di Palladino e il bisogno di riempire l’area: perché a Reggio Emilia non due centravanti?

In certe situazioni, mettere in campo due centravanti potrebbe essere la soluzione giusta per riempire di più l'area. Vedi contro il Sassuolo...

La coerenza di Palladino e il bisogno di riempire l’area: perché a Reggio Emilia non due centravanti?

Nella gara di Reggio Emilia, Raffaele Palladino ha deciso di sostituire Scamacca con Krstovic durante l’intervallo. Il centravanti romano non stava incantando e forse qualche calcolo è stato fatto anche in vista della partita di domani (4 marzo) contro la Lazio, ma una domanda sorge spontanea: se, come ha dichiarato il tecnico della Dea, con il blocco basso del Sassuolo bisognava cambiare campo velocemente e giocare meglio sul piano tecnico, come ci arrivi al gol se non calci mai da fuori e continui a far girare palla?

Ogni volta che la sfera finiva sulle corsie, il dilemma era sempre lo stesso: mettiamola in mezzo, ma chi c’è a colpire? Nell’ultima parte di match è salito spesso Scalvini a dare una mano e a fare il secondo centravanti.

Riempire l’area è una cosa positiva se le azioni passano dai cross, anche la Juventus ha dimostrato che in emergenza è buono tutto (Gatti ha segnato il 3-3 da centravanti), ma è lecito chiedersi se contro un avversario in 10 non fosse meglio lasciare in campo Scamacca e provare ad affiancargli Krstovic.

Va detto che qualche settimana fa, in una conferenza stampa, lo stesso Palladino aveva fatto capire che per il momento lo schema preferito è quello che premia i tanti uomini a disposizione in grado di giostrarsi alle spalle di un unico centravanti. Quindi, tradotto in moduli, più logico vedere un 4-2-3-1 che un 3-4-1-2 con due punte vere in mezzo all’area. Ma in una gara da recuperare e, possibilmente, ribaltare, anche l’opzione doppia punta poteva essere una scossa necessaria…