La Nord scende in campo per i bambini del Rwanda

La Nord scende in campo per i bambini del Rwanda
Atalanta 01 Giugno 2015 ore 11:47

Il campionato è finito ma c’è ancora un appuntamento che tutti gli appassionati nerazzurri non possono ignorare. Perché si fa del bene, perché si passa una giornata dove il calcio pare veramente solo un pretesto per ritrovarsi e raccogliere fondi per chi vive in grande difficoltà. Si può dare una mano concreta a Rino Berlendis, alpino di Zogno che da anni si impegna in Rwanda per i bambini africani.

Martedì 2 giugno, i ragazzi della Curva Nord scendono in campo. Presso il centro sportivo di Azzonica andrà in scena il torneo che ogni anno, dal 2004 in avanti, impegna sul polveroso terreno di gioco della frazione di Sorisole alcune squadre di tifosi e vecchie glorie dell’Atalanta. Non ci sono campioni da vedere, non ci sono coreografie da ammirare o chissà quali giocate da applaudire. Dalle 9 del mattino fino a sera ci sarà qualcuno che gioca a calcio ma tanti altri sono chiamati a dare il proprio contributo: “Aiutiamoli a Camminare” dice la locandina di presentazione.

 

RWANDA_BERLENDIS_2

 

 

Obiettivo 100.000 euro. Il Centro Santa Maria di Rilina in Rwanda è un ospedale di chirurgia ortopedica e di riabilitazione per bambini e da tantissimi anni Rino Berlendis si adopera per dare una mano alle attività di questa missione in Africa equatoriale. Il bergamasco di Zogno ha dato vita alla Fondazione Augere Rilima con l’obiettivo di dare una mano ai bambini di questo centro e il rapporto con la Curva Nord ha permesso di fare qualcosa di grandioso.

Con la Festa della Dea (dove Berlendis è stato quasi sempre ospite) e la giornata di Azzonica, i ragazzi della Nord di Bergamo hanno raccolto tra il 2004 e il 2012 oltre 70.000 euro. Nel 2013 e nel 2014 sono arrivate altre importanti donazioni e la speranza concreta è di riuscire a sfondare il muro dei 100.000 euro nei prossimi mesi.

Costine, salamelle e solidarietà. Negli anni passati la risposta del pubblico è sempre stata molto positiva, ma quando ci sono di messo obiettivi così importanti tutto diventa ancora più prezioso. Durante la giornata ci sarà la possibilità concreta di dare una mano a chi è meno fortunato con la garanzia che i fondi raccolti arriveranno certamente a destinazione.

Al centro sportivo di Azzonica sarà attivo un servizio di ristoro e la storia dice che, in periodi come questi, sono sempre state molto più apprezzate salamelle, costine, vino e birra rispetto alle gesta dei calciatori in campo. Il sorriso gentile e fiero di questo piccolo grande alpino di Zogno mentre parla degli aiuti che arrivano dagli ultras bergamaschi racconta dei tanti sacrifici che vengono fatti nel nome della solidarietà.

4 foto Sfoglia la gallery

Le parole di Berlendis alla Festa della Dea. In una passata edizione della Festa della Dea, lo stesso Berlendis ha speso parole di grande elogio per chi raccoglie questi fondi, spiegando anche come vengono spesi i soldi inviati in Rwanda. «Con il sostegno e il generoso contributo dei tifosi atalantini e della Curva Nord – ha detto sul palco – abbiamo potuto acquistare nuove attrezzature per migliorare la funzionalità e assicurare ai bambini una serie di cure ancora migliori. La cifra che ci è stata donata è veramente considerevole, ci tengo davvero a dire che questo è un aiuto fondamentale per andare avanti tutti i giorni con qualche difficoltà in meno».

Solidarietà a 360 gradi. Il torneo di Azzonica è solo uno degli appuntamenti che vedono i tifosi atalantini protagonisti nella solidarietà. Recentemente, dopo il terremoto in Nepal, la tifoseria nerazzurra raccolse novemila euro da destinare, attraverso il Cai di Bergamo, alle popolazioni nepalesi. La Curva Nord in passato ha aiutato i terremotati di Moglia, quelli de L’Aquila e non bisogna dimenticare il grande rapporto che si è creato negli ultimi anni con gli Amici della Pediatria dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.