Il personaggio

La prima volta di Gosens a Bergamo da avversario dell'Atalanta: «Se segno non esulto»

Specilizzato nei gol "da quinto a quinto", il laterale tedesco sta vivendo un momento difficile. Prima del match di domenica, ha parlato a Dazn

La prima volta di Gosens a Bergamo da avversario dell'Atalanta: «Se segno non esulto»
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di Fabio Gennari

È arrivato quasi nel silenzio, se n'è andato da infortunato e con grande sorpresa da parte di tutto l'ambiente. Oggi Robin Gosens è un giocatore dell'Inter e ai microfoni di Dazn, nel consueto appuntamento settimanale di approfondimento chiamato 1 vs 1, ha parlato del suo presente ma anche del suo passato. Quello con Gasperini, ai piedi Città Alta, con la maglia della Dea. E il concetto più forte che ha espresso, colmo di rispetto e riconoscenza, è legato alla possibilità di fare gol al Gewiss Stadium.

«Se segno, non esulto - ha detto sicuro Gosens -. È grazie a Gasperini se ho avuto una crescita pazzesca: lui mi ha insegnato cose che non pensavo di essere capace di fare. Questi quattro anni passati a prepararmi tatticamente con lui mi hanno dato la possibilità di entrare in un club come l’Inter».

Già, l'Inter: «L’Inter è stata un’occasione perché è una delle squadre più forti al mondo. È stata una sorpresa anche per me, arrivata in un momento sfortunato visto che mi ero appena infortunato, ma ho lottato per tre anni prima di avere un’occasione del genere».

Ma i momenti più belli con la Dea quali sono stati? «Il primo gol in Europa League (Everton-Atalanta, 1-5, ndr) per me rappresenta un bel ricordo. Poi la partita a Valencia (Valencia-Atalanta 3-4, ndr), una gara incredibile sotto tantissimi aspetti: con la pandemia e tutto quello che è successo dopo, è stata un’emozione fortissima. Ed è stato anche il momento in cui siamo andati per la prima volta in Champions: lì è stata scritta la storia e la storia resta».

Con la qualificazione al Mondiale sfumata, questo 2022 difficile per Gosens si sta finalmente chiudendo. Un peccato non vederlo in Qatar e la speranza, anche del pubblico atalantino, è di rivederlo ai livelli a cui ci aveva abituati. Non già domenica, però...

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