La polemica

L’Atalanta non ci sta, per il “caso” Inacio niente pranzo Uefa. L’ad Percassi: «Grave mancanza di rispetto»

I vertici della Dea non hanno partecipato all'incontro formale con i dirigenti del Borussia perché infastiditi dal comportamento dei tedeschi di due anni fa

L’Atalanta non ci sta, per il “caso” Inacio niente pranzo Uefa. L’ad Percassi: «Grave mancanza di rispetto»

Prima della gara contro il Borussia, in diretta su Sky, l’amministratore delegato dell’Atalanta Luca Percassi ha spiegato il motivo per cui lui e i vertici nerazzurri hanno disertato l’abituale pranzo Uefa con la dirigenza avversaria.

«Non siamo andati con il Borussia Dortmund perchè credo che ci sia stata una grande mancanza di rispetto nei confronti dell’Atalanta». Il riferimento è al caso Samuele Inacio, il figlio classe 2008 dell’ex attaccante nerazzurro Inacio Pia che nell’estate del 2024 è passato ai tedeschi senza che ci fosse alcuna trattativa con la società bergamasca e senza che venisse riconosciuto all’Atalanta alcun indennizzo.

«Parliamo di un ragazzo che era con noi dall’età di 7-8 anni, che frequentava casa mia – ha aggiunto con grande amarezza Percassi -. Abbiamo portato la questione davanti alla Fifa con una vertenza, perché siamo convinti di avere ragione visto che certe operazioni sono state fatte molto in anticipo rispetto al momento in cui si potrebbe operare. Ho parlato sia con l’amministratore delegato che con il direttore sportivo del Borussia, vediamo se vogliono sedersi e sistemare la situazione».

Le parole di Percassi sono state cariche di amarezza. «Io non giudico la scelta della famiglia, ognuno può farsi la sua opinione. Dico però che noi in estate, con Ahanor, abbiamo parlato e abbiamo pagato al Genoa quello che veniva valutato il ragazzo. Il Borussia è una società quotata in Borsa, grandissima e con tanta forza: quello che secondo me è molto grave è che da parte loro non ci sia stata una disponibilità concreta a sedersi e risolvere. Per fortuna a livello italiano ora hanno sistemato un po’ le cose, possono capitare certe situazioni, ma bisogna gestirle».