La gara con il Verona ha fatto toccare a Palladino quota 30 partite da allenatore dell’Atalanta. In attesa del rush finale della stagione (ci sono ancora otto partite di campionato più la semifinale di Coppa Italia, la speranza è di arrivare a dieci totali), un primo bilancio si può già tracciare e i numeri sono molto interessanti.
Con 16 vittorie, il tecnico ha ottenuto successi in oltre la metà delle partite. La tendenza al pareggio della Dea di Juric è stata superata (sono stati solo 5 su 30 sfide), mentre le 9 sconfitte sono un dato certamente migliorabile, soprattutto per come sono arrivate quelle in campionato.
In particolare, i numeri di Serie A dicono che la media punti del tecnico sia di 1,95 a gara, per un rendimento che, su base stagionale, vale quota 74 punti complessivi: si tratta di un bottino che nelle ultime due stagioni ha sempre significato accesso alla Champions League.
Il percorso di crescita del tecnico, che è un classe 1984 e dopo Monza e Fiorentina è alla sua prima esperienza di alto livello in carriera, si vede anche dalla media punti generale: 1,36 a Monza, 1,70 a Firenze, 1,77 a Bergamo.
Ovviamente non è tutto perfetto, ci sono state gare in cui ha commesso errori e altre in cui le scelte fatte non hanno convinto. Tuttavia, non si può scordare che è entrato in corsa, quindi la rosa costruita la scorsa estate e la preparazione di inizio stagione non sono state condotte con lui al timone, ma con Juric.
Il cammino con Palladino continua e ci sono ancora tante cose importanti da fare, la sua voglia di crescere è una dote preziosa per il futuro, tra un finale di stagione e quelle a venire che lasciano grande fiducia.