L’Atalanta è arrivata ieri sera (5 aprile) a Lecce con 23 giocatori a disposizione di Palladino. Non ci sono Hien e Scamacca, oltre al terzo portiere Rossi (terapie per la pubalgia), per una squadra che ha bisogno di lanciare un altro segnale e confermarsi come la più accreditata tra le squadre che inseguono un posto in Europa per la prossima stagione.
Già, un segnale: vincere a Lecce rappresenterebbe un (triplo) passaggio decisivo per il finale di campionato.
Intendiamoci: nessuna sentenza arriverà dal Via del Mare. Ma i 77 appassionati orobici al seguito sperano di vedere una Dea capace di farsi valere e di confermare i buoni segnali delle ultime settimane. Serviranno cuore e ardore, capacità tecnica e abilità nella gestione dei vari momenti di gara. Questi sono i passaggi decisivi per una rincorsa di fine anno (sportivo) che vede tante squadre impegnate e pochi margini di errore.
Il Lecce è una formazione con limiti importanti (soprattutto in attacco), ma anche insidiosa. Farà abbastanza caldo, il pubblico sugli spalti (nonostante alcuni lavori che hanno ridotto la capienza) si farà sentire, ma la Dea deve davvero fare qualcosa di grande.
Prima degli scontri diretti contro Juventus e Roma, senza dimenticare la Coppa Italia, il passaggio è veramente molto, molto delicato.