L’importante ruolo di Palomino A sorpresa, l’uomo in più

L’importante ruolo di Palomino A sorpresa, l’uomo in più
28 Dicembre 2017 ore 09:22

Il recupero dal problema al ginocchio di Palomino, difensore argentino arrivato a Bergamo la scorsa estate tra lo scetticismo generale, è fondamentale per il trittico di partite che l’Atalanta dovrà affrontare nei prossimi dieci giorni. Da Zingonia giungono conferme che il classe 1990 sudamericano è sulla via della completa guarigione e basta guardare le statistiche per capire che Gasperini, se sta bene, lo tiene sempre in grande considerazione nelle sue scelte.

 

 

I numeri del “Palo” in stagione: 17 gare da titolare. Tra campionato ed Europa League, Palomino ha giocato ben 17 volte su 24 nell’undici titolare. Il dato è incredibile, sembrava essere semplicemente un’alternativa d’esperienza ai titolari Masiello, Caldara e Toloi ma le sue caratteristiche sono spesso state sfruttate da Gasperini a piene mani. In Europa League, gara interna con il Lione a parte, il ragazzo ha sempre giocato per tutta la partita e le prestazioni sono state ottime. In Serie A, dopo l’arrivo dai bulgari del Ludogorets, il tecnico lo ha schierato undici volte dall’inizio e in due occasioni lo ha chiamato in causa a gara in corsa. I suoi numeri, al di là dello zero nella casella gol fatti, raccontano di 1065′ minuti giocati in Serie A, due ammonizioni, ben sei occasioni da rete, dodici falli fatti e dieci subiti ma soprattutto 54 palle recuperate e fronte di appena 28 perse. Rapportandolo ai tre compagni che hanno giocato nelle stesse posizioni, Caldara e Masiello sono molto più avanti in termini di spazio avuto mentre Toloi ha giocato appena 50′ minuti in più.

 

 

Tatticamente prezioso, agonisticamente molto valido. In base all’avversario e alla partita, Palomino può giocare sia da centrale a tre che da difensore sinistro. Le sue caratteristiche non sono di spinta come quelle di altri compagni, eppure il grande senso dell’anticipo spesso lo porta a guadagnare quei venti metri di campo che diventano fondamentali nel ribaltamento dell’azione da difensiva a offensiva. Il piede non è quello di Scirea, ma il pallone comunque sa trattarlo, all’occorrenza può anche fungere da terzino bloccato a sinistra in una difesa a quattro. L’aspetto che più ha fatto apprezzare finora Palomino è però la gagliardia che mette sempre in campo. Fin dalla prima apparizione, con quello sguardo tenebroso e i modi tutt’altro che morbidi sulle caviglie degli attaccanti avversari, Palomino ha imboccato la strada giusta per entrare nel cuore della tifoseria orobica. A Bergamo c’è chi si è innamorato di giocatori come Rustico, che avevano praticamente solo l’agonismo a sostenerli; vedere Palomino che ringhia su tutti gli avversari che passano a tiro è qualcosa di bello e importante per tutti i sostenitori bergamaschi.

 

 

Perché sarà importante a Napoli e a Roma. La sfida contro il Cagliari a Bergamo è troppo vicina per pensare a Palomino come reale candidato ad una maglia dal primo minuto, ma nelle successive sfide di Coppa Italia (con il Napoli) e campionato (con la Roma) la presenza del numero 6 nerazzurro sarà molto importante. Al San Paolo contro gli azzurri ha già giocato anche in campionato, prendendosi forse qualche rischio di troppo, ma la scelta di piazzarlo al centro della difesa era legata all’assenza di Caldara. Con lui in campo si può tenere il baricentro un po’ più alto e, soprattutto nella gestione della gara secca, i benefici potrebbero essere molto importanti. A Roma, pochi giorni più tardi, la presenza di Dzeko sembra fatta apposta per chi come Palomino cerca sempre l’anticipo e non lascia mai tranquillo l’avversario. Il numero 9 della Roma non è in un periodo particolarmente brillante e avere uno che gli “sgagna” le caviglie dal primo al novantesimo potrebbe essere un’arma in più. Vedremo cosa sceglierà Gasperini, ma certamente avere uno come Palomio a disposizione sarà fondamentale.

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