In questo momento, senza sette elementi che possono darti una grossa mano nelle scelte e nelle rotazioni – infortunati Hien, Kossounou, Scalvini, Kolasinac, Kessie, Raspadori e Sulemana -, l’unica cosa che può fare Sarri è insistere con un turnover misurato, che tenga tutti i disponibili dentro al progetto e punti a invertire la rotta dei risultati.
Chiedendo a ogni calciatore uno sforzo in più, un rendimento migliore, quella qualità necessaria per vincere. E convincere.
Ci sono diversi uomini che hanno doti riconosciute da tutti. E sono loro che devono cambiare passo. D’istinto, forse, si pensa che sarebbe giusto mandarli in punizione, la reazione del tifoso di fronte a certe prestazioni è anche comprensibile. Ma il compito di Sarri è di trovare soluzioni. Perché i punti e le vittorie li ottieni con i giocatori che hai in rosa, dal primo all’ultimo.
In un momento come questo, la spinta e l’abbraccio del pubblico di casa possono essere determinanti. Bergamo è una piazza che non ha mai mollato nei periodi più difficili, e ce ne sono stati diversi. Quindi si deve tener duro, il calcio è fatto di progetti che si costruiscono e passano dalle difficoltà, affrontarle tutti insieme affidandosi alle doti dei più bravi è l’unica strada che adesso si può percorrere.