Strategia vincente

L’operazione Kovalenko conferma: con i conti in ordine, adesso si controlla il mercato

Senza debiti e con introiti garantiti e spalmati negli anni, la Dea può fare operazioni importanti senza (o quasi) concorrenza

L’operazione Kovalenko conferma: con i conti in ordine, adesso si controlla il mercato
Atalanta 30 Gennaio 2021 ore 09:00

di Fabio Gennari

L’Atalanta sta ottenendo risultati incredibili nelle ultime stagioni. A un grande progetto tecnico guidato da Gasperini si affianca infatti una gestione societaria che permette di avere conti in ordine e nessuna pressione particolare rispetto ai danni portati dalla pandemia.

Sostanzialmente, operare sempre con le risorse che si hanno e non con quelle che si potrebbero avere in caso di vittoria (quindi giustificando i debiti) lascia le mani libere per operare in un mercato dove le top d’Italia (ma anche d’Europa) fanno fatica perfino a pagare gli stipendi.

L’operazione Kovalenko è significativa, non tanto per l’arrivo immediato, quanto per l’appeal che la squadra orobica ormai può vantare a livello europeo. L’Atalanta non paga stipendi faraonici e quindi non ha argomenti convincenti da quel punto di vista come, ad esempio, altre squadre hanno avuto in passato: Godin, ad esempio, accettò l’Inter da svincolato con un ingaggio da 5 milioni di euro. Per la Dea il tetto è a 2 milioni.

Certamente la partecipazione alle coppe ha influito, il fatto di avere lo stesso agente di Malinovskyi (di cui Kovalenko è anche compagno di Nazionale) è un altro elemento a favore dell’arrivo a Bergamo del ragazzo, ma se l’Atalanta riesce a puntare giocatori con 50 partite in Europa e soli 25 anni sulla carta d’identità significa che la serietà e i conti in ordine stanno diventando un elemento tenuto in grande considerazione da chi muove il circo pallonaro. Alla faccia di chi sostiene che i conti in ordine sono importanti solo per i Percassi.

Il ragionamento è molto semplice. Per operare sul mercato bisogna avere liquidità e una “forza” economica che non spaventi gli interlocutori. L’Atalanta a gennaio ha comprato Maehle a 11 milioni più bonus perché serviva e adesso può “investire” fino a due milioni su Kovalenko, che tra cinque mesi sarebbe arrivato gratis. Presentarsi al mercato con il portafoglio ben fornito non significa aver soldi da buttare via ma poter gestire le trattative in pieno controllo: ho i fondi, posso pagarti ma trattiamo come conviene a me, altrimenti non prendi nulla. E le altre sono in palese difficoltà.

Allo stesso tempo, chi lascia l’Atalanta oggi senza che ci siano reali motivi di spazio (ci riferiamo ai vari prestiti) ci pensa molto bene prima di accettare altre offerte. A Bergamo lo stipendio arriva puntuale e se qualcuno vuole fare compere a Zingonia bisogna che abbia la forza per pagare quello che chiedono i Percassi. Visto l’andazzo generale del marcato, le società che hanno queste caratteristiche sono pochissime e quindi la Dea è davvero in una posizione di estremo vantaggio.

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