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Esclusiva Maxi: «Zero calcoli. È il mio momento più duro qui»

Esclusiva Maxi: «Zero calcoli. È il mio momento più duro qui»
Atalanta 19 Marzo 2015 ore 10:43

«Da quando sono a Bergamo questo è il momento più difficile, è la realtà». Maxi Moralez lo dice senza esitazione. Occhi sinceri, le sue parole scorrono senza tentennare. «Non ci è mai capitato di stare al quart’ultimo posto a lungo. In passato ci sono state gare decisive che siamo riusciti a vincere risolvendo subito ogni paura. Se solo domenica avessimo vinto contro l’Udinese adesso avremmo squadre alle spalle più distaccate. È una situazione nuova, per me come per tutti i compagni, ma siamo consapevoli della situazione e di avere tutti i mezzi necessari per risalire verso posizioni più tranquille».

Intervista esclusiva. Parole pesate bene, quelle del numero 11 atalantino: sentirlo parlare di consapevolezza e di una situazione che tutti hanno ben chiara è rassicurante.Non si nasconde, lui e tutta la squadra  vivono un periodo davvero difficile che sembra non passare mai. Ci sono ancora 11 partite da giocare, ci sono punti importanti da conquistare e niente è compromesso. In questa intervista esclusiva per BergamoPost, il folletto argentino commenta il suo rientro in campo, analizza il nuovo corso targato Edy Reja e prova a descrivere la sua ricetta per conquistare la salvezza. Il segreto? Gruppo unito, lavoro di squadra e ricerca della vittoria. Sempre.

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Un’ora dopo un mese. «Sono rientrato dopo un mese - spiega Maxi - e devo dire che è andata bene: dal punto di vista personale sono contento di essere tornato a dare una mano. Mi manca ovviamente ancora qualcosa di ritmo, sono rientrato dal primo minuto senza nessuna amichevole o gara di allenamento alle spalle: i 60-65 minuti che ho giocato domenica mi hanno lasciato buone sensazioni, ora pensiamo tutti assieme alle prossime».

4 settimane di stop. Contro i friulani Moralez ha fatto il suo rientro dopo quattro settimane passate a recuperare da un problema muscolare. Il secondo tempo contro l’Inter del 15 febbraio, poi Juventus, Sampdoria e Parma hanno visto l’Atalanta in campo senza di lui. Ma come ha ritrovato la squadra una volta rientrato? «Ho visto i compagni in un contesto diverso rispetto a quello che ho lasciato dopo quel primo tempo contro l’Inter. Abbiamo cambiato allenatore e quindi siamo ancora in una fase di lavoro particolare: sia durante la settimana che nella partita della domenica, le nuove indicazioni di Reja devono essere recepite e applicate. C’è da lavorare, abbiamo tanti aspetti da migliorare ma sono e resto convinto che questa squadra abbia tutto quello che serve per raggiungere una salvezza tranquilla».

I problemi della Dea. Moralez analizza con grande serenità i problemi che affliggono la Dea. Una disamina lucida, dritta al futuro: «Penso la nostra situazione sia legata ad una combinazione di fattori mentali e anche fisici. Come detto, il cambio di allenatore ha influito nel recente periodo ma ormai siamo alla terza settimana di lavoro con il nuovo staff e quindi non abbiamo più scuse. Dobbiamo fare quello che ci chiede Reja, andare in campo tutti uniti per fare punti importanti e per cercare di vincere sempre».

La ricetta di Maxi. Eccola qui, la ricetta di Maxi. Ogni partita va preparata al massimo, poi però nei 90 minuti bisogna saper gestire la situazione. Capire i momenti. E, se necessario, accontentarsi. «Non siamo nella condizione di fare tabelle o conteggi particolari. Non voglio fare ipotesi su quanti punti servono per essere salvi, mi piace pensare che l’Atalanta debba preparare ogni partita per vincerla. Di settimana in settimana bisogna poi valutare la situazione: è ovvio che se pareggi e chi insegue strappa tre punti tutto può cambiare anche dal punto di vista della pression,e ma bisogna sempre pensare al contesto. In casa, domenica scorsa, la conquista di un pareggio può aver lasciato un po’ di amarezza ma con un uomo in meno nel finale bisogna anche essere intelligenti e pensare a chiudere la partita conquistando un punto. Per la classifica, anche questo è importante».

Lui, condottiero e goleador. Numeri, prestazioni e applausi del pubblico lo valorizzano, spesso, come uno dei migliori. «Ma io sono sincero, non sento particolare pressione», stempera subito Maxi, chiamando in causa tutta la squadra: «Credo che l’Atalanta abbia tanti giocatori importanti che in questi momenti possono dare un contributo decisivo alla salvezza. Penso a Denis, a Pinilla, a Gomez che finalmente è a posto, ma anche a Cigarini e altri: i punti di riferimento in campo non mancano. Personalmente, è bello sentire che la gente mi vuole bene, e in campo nei momenti di difficoltà io come tutti i compagni avvertiamo il sostegno del pubblico. In questo momento, contano solo i punti per la classifica: siamo tutti importanti, dobbiamo contribuire facendo gruppo al raggiungimento della salvezza».

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Quanti gol ancora? Il tabellino stagionale dice 5 gol, il record di due anni fa è a quota 6. Quanti gol da qui alla fine? «Non ci ho mai pensato. Non mi sento un goleador, anche se i numeri dicono che adesso sono il giocatore dell’Atalanta che ha segnato più gol in campionato. Ciò che mi interessa davvero è fare gol da 3 punti, non mi pongo un obiettivo in termini numerici e non credo sia importante chi segna e quanto segna. Adesso come non mai, l’aspirazione personale viene dopo agli interessi del gruppo: ragioniamo tutti assieme, cerchiamo di vincere ogni partita pur essendo consapevoli che sarà sempre più difficile. È l’unica strada per arrivare all’obiettivo«.

Il calcio di Reja, la sfida di Napoli e il momento decisivo.  Da Colantuono a Reja, il cambio è stato importante e netto. «Reja è una persona più tranquilla rispetto a Colantuono - spiega Maxi -. È un allenatore preparato, ha la sua idea di calcio e in campo cerca di trasmettercela. Vuole una squadra che attacchi, che tenga palla e che corra in avanti». Domenica sera per Reja sarà una sfida da ex al Napoli. Match duro, al San Paolo, ma non impossibile: «Sarà una gara complicata - ragiona Maxi -, parliamo di una squadra che gioca per posizioni di classifica molto importanti e non a caso sono vicini al terzo posto. Davanti sono davvero forti, dovremo andare al doppio rispetto a loro per superare le difficoltà sia ambientali che tecniche che troveremo. Il turno europeo a Mosca può essere un punto a nostro favore ma non dobbiamo abbassare la guardia. Hanno uomini come Higuain, Gabbiadini, Mertens, Callejon e tanti altri che possono fare molto male. In difesa, invece, qualche problemino potrebbero averlo».

Poi Sassuolo e Torino. Dopo Napoli il calendario potrebbe sorridere un po' di più. Prima c'è la sosta, poi arriveranno Torino e Sassuolo: con sei punti, lo scatto in classifica potrebbe essere decisivo. «Vincendo entrambe le gare faremo davvero un balzo importante sulla strada verso la salvezza. Ogni gara è da giocare, guai ad abbassare la guardia. Se facciamo passi falsi combinati a vittorie delle dirette concorrenti sentiamo pressione. Ugualmente però, se vinciamo quelle due partite casalinghe in programma dopo la sosta faremo un balzo determinante».

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