Ora testa al campo

Mercato finito, dentro Raspadori con Lookman (più Maldini e Brescianini) via: 7 all’Atalanta

La Dea ha fatto quello che doveva fare: al netto dei risvolti economici, sul piano tecnico bisognerà vedere se si è perso qualcosa

Mercato finito, dentro Raspadori con Lookman (più Maldini e Brescianini) via: 7 all’Atalanta

L’Atalanta che esce dal mercato di gennaio ha un Lookman in meno, un Raspadori in più e ha alleggerito la rosa cedendo il settimo attaccante (di sette)  e il quinto centrocampista (di cinque) con due prestiti onerosi con diritto di riscatto che possono diventare obblighi: il voto complessivo all’operato della società è un 7 convinto, per le operazioni fatte e per quelle a cui si è resistito, ovvero la cessione di Ederson. Che magari avverrà in estate ma, nel frattempo, il brasiliano resta qui e a Como ha fatto vedere quello che può dare quando gioca come sa.

Iniziamo da Lookman. L’Atalanta in estate non ha voluto cedere il nigeriano anche per le modalità con cui l’Inter si era messa d’accordo con gli agenti prima di parlare con la Dea. «Decide l’Atalanta», aveva dichiarato Luca Percassi. Qualche mese più tardi, senza che il numero 11 abbia mai fatto rivedere cose importanti, ecco la cessione all’Atletico Madrid per circa 40 milioni. E avere buoni rapporti con chi ha soldi da spendere è sempre un bene (Ruggeri, Musso e Lookman fanno 65 milioni di cessioni), anche perché pure in entrata l’asse è stato caldo: Raspadori, classe 2000 – mentre Lookman è un 1997 -, è costato 22 milioni più bonus.

Detto ciò, il voto alto non è per aver preso Raspadori al posto di Lookman, ma per aver preso l’attaccante bolognese prima di cedere Lookman (che poteva anche andare in Turchia o nemmeno partire) pagandolo il giusto e liberandosi di chi da ormai due anni, a ogni sessione di mercato, si presentava a Zingonia con le valigie in mano.

A tutto questo si aggiunge la partenza di Brescianini e quella di Maldini verso la Lazio (che era ai margini). Se entrambi verranno riscattati a giugno, fanno altri 25-28 milioni di introiti. Che vanno sempre valutati, perché i conti a posto sono una roba seria. Altrimenti ti bloccano il mercato.

Negli altri reparti la Dea aveva poco da fare. In difesa c’è uno Scalvini completamente rigenerato, Kolasinac da novembre è ok e Kossounou non ha più la Coppa d’Africa in testa. In mezzo si poteva forse fare un altro esterno, ma avrebbe significato soffocare Bernasconi (e torna pure Bakker, a breve); al centro, tra Brescianini e Musah, è stato scelto lo statunitense in prestito dal Milan insieme a Pasalic. Davanti, come detto, le opzioni ci sono.

La rosa è coperta in tutti i reparti e, considerando che a gennaio di “colpi” veri non se ne fanno (chiamano così tante scommesse), è bene concentrarsi su quello che Palladino può ora avere dal gruppo. A ben guardare, di roba interessante ce n’è.