A Milano piovono insufficienze (questa volta anche per Gasp)

A Milano piovono insufficienze (questa volta anche per Gasp)
Atalanta 12 Marzo 2017 ore 18:08

L’unico 6, di stima, lo prende il giovane Bastoni, che a 18 anni appena compiuti entra sul 6-1 per l’Inter e cerca comunque di dare il suo contributo nel cuore della difesa. Per il resto pioggia di insufficienze, con la difesa (intesa come fase difensiva) protagonista di una prestazione assolutamente incredibile e inspiegabile: non può, la terza difesa del torneo, beccare sette sberle in uno scontro diretto per l’Europa.

 

 

Berisha 4,5: sfortunato sul primo gol di Icardi con il rimpallo che lascia lì il pallone, abbatte il capitano dell’Inter in occasione del rigore e viene completamente travolto dalla marea interista con più di una responsabilità su alcuni gol. Giornata da incubo.

Toloi 4: giornata pessima. Rischia il rosso su Icardi in avvio e nel complesso affonda incredibilmente con tutto il reparto sotto i colpi della squadra di Pioli. Pessima gara.

Caldara 4,5: al 12’ salva su Candreva un pallone pericolosissimo ai 40 metri, poi va in bambola come tutta la difesa e non riesce mai a riportare la barra completamente dritta. La speranza è che la scoppola sia salutare e serva per crescere soprattutto ai più giovani.

Zukanovic 4: dalla sua parte succede sempre qualcosa di importante nella prima parte di gara. Sul terzo gol di Icardi è il difensore più vicino e anche sul quarto gol di Banega il buco è sulla zona sinistra. Complessivamente la sua prova, come quella dei compagni, è decisamente negativa.

Conti 4: non riparte mai, non riesce a coprire e non riesce nemmeno a distendere sul campo la sua proverbiale corsa. Difficile aggiungere altro, perde completamente tutti i duelli nella zona di campo dove gli avversari affondano come il burro.

 

 

Kessiè 4: rientra dopo la squalifica ma in mezzo al campo non ne prende una, la peggior prestazione stagionale nel giorno in cui gli avversari segnano a valanga e senza mai riuscire a fare la differenza nel cuore del centrocampo. Giornata da dimenticare. (60’ Bastoni 6: seconda presenza in Serie A, questa volta a gara in corso e dentro un sfida che purtroppo passerà alla storia. Tiene il campo senza grossi problemi).

Freuler 5: in difficoltà nella mezz’ora di fuoco dell’Inter, perde lui il pallone da cui nasce il quinto gol e si riscatta segnando prima della fine del tempo un bel gol dopo aver scambiato palla con Spinazzola. Resta l’unica cosa buona del suo pomeriggio, per il resto un incubo.

Spinazzola 5: parte molto bene con un paio di accelerazioni, reclama un rigore nel primo tempo per fallo di mano di D’Ambrosio, ma in fase difensiva va spesso in difficoltà e dalla sua parte l’Inter crea un sacco di pericoli. Anche lui, come tutti i compagni, affonda senza grandi scusanti. (70’ D’Alessandro 5,5: entra e ci mette impegno ma non riesce a combinare quasi nulla).

Kurtic 4,5: nel cuore della manovra, l’Inter è sempre superiore e pure lui non riesce mai a trovare il modo di limitare i danni e farsi valere. Ammonito, sarà squalificato contro il Pescara e questa forse è l’unica cosa positiva del match visto che riesce a ripulire la diffida.

 

 

Petagna 4,5: giornataccia anche per lui. Combatte ma non la prende mai, lotta ma non trova mai lo spunto giusto e anche se si incaponisce in qualche azione personale di troppo senza però cavare mai un ragno dal buco. Peccato, testa alta e alla prossima.

Gomez 5,5: prima occasione dopo 8’ minuti con un sinistro strozzato sul fondo servito da Toloi; nella ripresa si ripete con un gran destro che Handanovic mette in angolo ma nel momento più difficile anche lui non può nulla contro una spinta interista che annichilisce la Dea. Esce dopo un’ora per evitare problemi e risparmiare energie. (60’ Mounier 5,5: la gara era già chiusa e ha cercato di fare qualcosa, non ci è riuscito ma non ha grandi colpe).

All. Gasperini 5: questa volta il mister avversario vince la partita a tutto tondo, l’Atalanta viene colpita e affondata sulle fasce dove spesso aveva strappato grandi risultati e lui non riesce a cambiare mai l’inerzia del match. Adesso dovrà essere bravissimo a tenere alto il morale del gruppo, la corsa non è finita e ci sono 10 partite da giocare alla morte.