Atalanta

Non sparate su Paloschi (Ci darà tante soddisfazioni)

Non sparate su Paloschi (Ci darà tante soddisfazioni)
Atalanta 18 Agosto 2016 ore 09:51

Alberto Paloschi è il centravanti titolare dell’Atalanta. Non ci sono motivi per non avere fiducia in lui, non ci sono motivi per dubitare delle sue doti e non è logico né accettabile che a tre giorni dall’inizio del campionato sia già iniziato a serpeggiare un po’ di malumore per un tre prestazioni poco brillanti contro Leeds, Eintracht di Francoforte e Cremonese. Il ragazzo di Cividate merita di essere sostenuto e valutato per tutto quello che può dare alla squadra, è il terminale offensivo, ma a lui Gasperini non chiede solo i gol. Anzi, è probabile che sarà più apprezzato per il contributo alla manovra che per l’istinto del killer sotto rete.

 

alberto paloschi

 

Un precampionato da protagonista. Avete letto bene: Alberto Paloschi ha vissuto un precampionato da protagonista. Chi pensa di valutare le sue prestazioni e i gol fatti o non fatti nelle amichevoli, convinto di avere la verità in tasca, è meglio che lasci perdere. Fin dai primi allenamenti, Paloschi si è messo a completa disposizione del mister e in tante circostanze proprio Gasperini lo ha tenuto a rapporto in campo cercando di farlo lavorare al meglio sui dettagli.

Nella fase estiva di ogni stagione, i gol e le triplette servono a chi scrive per il titolo buono di fine luglio, ma nella tara della stagione contano come il due di picche quando briscola è fiori: nulla. La valutazione che si deve fare di un ragazzo del 1990 che in serie A è arrivato a 181 presenze e 50 gol è prima di tutto tecnico-tattica: quanto Paloschi è importante per il gioco? Quante volte serve bene i compagni con la giocata giusta nei tempi giusti? È presente in fase di copertura? A tutte queste domande, pensando al ragazzo ex Chievo, la risposta è sempre e solo positiva.

 

3 TURNO TIM CUP

 

I gol arriveranno, ma contano quelli di tutti. Il giocatore stesso, in fase di presentazione, ha confermato che non è abituato a fare gol belli, ma i numeri dicono che comunque il vizio della rete non gli manca. Il concetto di gioco di Gasperini necessita di alcune modifiche nei movimenti del numero 43 atalantino e un minimo periodo di rodaggio è normale. Alla fine del campionato, tutti gli attaccanti che ha allenato Gasp hanno sempre fatto bene, quindi bisogna guardare avanti con fiducia.

Matematicamente parlando, se Paloschi segnasse 10 gol e ne facesse fare 10 ai compagni sarebbe certamente meglio di una situazione con il bomber a quota 15 e nessun assist per i compagni. Paloschi è un giocatore al quale si chiede la manovra, più volte ha fatto vedere di saperci fare e, spalle alla porta, le sue sponde per il centrocampista che taglia in profondità saranno fondamentali. Ricordate la palla data a D’Alessandro nel Bortolotti? O il movimento sul gol di D’Alessandro a Leeds? Queste giocate sono oro colato per la Dea. Più di un gol in rovesciata.

 

CAMPIONATO SERIE A TIM 2016 / 17

 

Motivazione, sudore e totale abnegazione. Uno dei motivi che hanno spinto Paloschi a lasciare lo Swansea è stata la diversa organizzazione del lavoro e del ritiro. Il ragazzo cresciuto nel Milan ha bisogno di allenarsi sempre tanto e forte, è uno che “sente” l’odore dell’erba nello stesso modo in cui “sente” l’odore dell’avversario cui andare a rompere le scatole. Fateci caso, non è mai fermo e si lancia spesso su palloni impossibili. Nel contesto di squadra è molto importante per i compagni avere uno che si fa in quattro per loro: il peso specifico di un recupero in più, di una corsa in più per il compagno in difficoltà è molto maggiore rispetto alla spettacolarità di un gol.

Il centravanti atalantino sentirà la pressione, ma non è tipo da farsi condizionare troppo (segnò a San Siro pochi secondi dopo il suo esordio) e nel gruppo è ben inserito. Rispetto a compagni del recente passato, è molto mobile ed estremamente generoso e anche se non dovesse arrivare un gol con la Lazio domenica sera nell’esordio in campionato è giusto guardare alla prestazione prima ancora che al tabellino. Sartori lo conosce bene e la società ha chiuso l’acquisto con grande anticipo a cifre ragionevoli (oggi, Paloschi, costerebbe come minimo il doppio). Servirà un po’ di tempo a lui come alla squadra per migliorare, ma lo abbiamo detto e lo ripetiamo: il progetto c’è, si vede e Paloschi è uno degli uomini di punta. A Bergamo si farà voler bene davvero, a suon di gol ma soprattutto di prestazioni. D’altronde, qualcuno si ricorda lo scetticismo generale dopo l’acquisto di Denis nel 2011?

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