Ora tanti criticano la squadra ma è mancato solo il cinismo

Ora tanti criticano la squadra ma è mancato solo il cinismo
Atalanta 17 Ottobre 2017 ore 10:00

Le analisi a caldo sono sempre complicate, il rischio di prendere fischi per fiaschi è dietro l’angolo e allora è meglio tornarci sopra con il supporto dei numeri per disegnare i contorni giusti, senza perdere il contatto con la realtà. L’Atalanta contro la Sampdoria ha creato molte occasioni, segnando però solo un gol; e così, da più parti, si è levato il solito tormentone: manca una punta che segna. E ancora, dopo aver visto la Sampdoria rimontare e vincere, ecco il secondo verdetto: la Dea ha un problema di condizione fisica, siamo calati vistosamente. Prima di spiegare perché non è vera nessuna delle due obiezioni appena riportate, facciamo una premessa tanto doverosa quanto chiara: l’Atalanta ha una sua precisa identità, si è visto in tutte le partite finora disputate e se il gioco è bello da vedere significa che tutti fanno al massimo quello che chiede il mister, cioè essere tutti sul pezzo, come dimostrano i 22 giocatori impiegati e le tante rotazioni (ovviamente con minutaggio diverso), e la ricerca costante della giocata uno contro uno a tutto campo. Difensori compresi.

 

 

Occasioni da gol: la metà non sono delle punte. Sul campo della Sampdoria, l’Atalanta ha creato 13 occasioni da gol (i dati sono quelli ufficiali della Lega Calcio) ed è la seconda volta consecutiva in trasferta, dopo Firenze, che capita. Quasi la metà di queste occasioni sono capitate sui piedi di centrocampisti e difensori: il dettaglio dice tre palle gol per Cristante, due per Freuler e una per Hateboer. Qualcuno potrebbe obiettare che si tratta di un caso e invece anche il dato stagionale aggregato (con dentro avversarie del calibro di Roma, Napoli e Juventus) è identico. Nelle prime otto di campionato, l’Atalanta di Gasperini ha costruito 74 occasioni da gol contro le 55 concesse agli avversari (siamo a quasi dieci di media a favore contro otto di media contro lasciate agli altri) e il dettaglio conferma che 37 di queste portano la firma di difensori e centrocampisti. Chiaramente i tiri in porta sono più concentrati sulle punte, ma Cristante (7 occasioni, 3 gol) e Kurtic (6 occasioni, nessun gol e solo un tiro nello specchio) dimostrano come nel gioco del Gasp tutti siano chiamati al tiro. Quindi non c’è da cambiare nulla di significativo.

Da Gomez a Ilicic, serve più precisione. Il nocciolo della questione è tutto qui: se segni solo 13 gol a fronte di 74 occasioni (17,5 per cento) e ne prendi altrettanti concedendo solo 55 occasioni (23,64 per cento), è chiaro che i punti in classifica siano molti meno rispetto a quanti ne meriti. La precisione è un parametro fondamentale per esaltare il cinismo, se costruisci così tanto significa che consapevolezza e organizzazione di gioco sono ottime ma tocca lavorare forte sulla lucidità e il discorso vale per tutti. Statistiche alla mano, il giocatore atalantino che ha avuto più occasioni da rete è Ilicic (12) ma ha segnato solo un gol, Gomez è subito alle sue spalle (11 occasioni) ma i gol sono tre con un rigore. Petagna (centravanti) ha avuto 8 possibilità di segnare con 7 tiri finiti nello specchio della porta e ha fatto due gol, Cornelius è andato vicino alle rete 5 volte insaccandone solo uno per una situazione generale che può e deve essere migliorata attraverso una maggiore applicazione, cattiveria e con tanto lavoro specifico. Invocare oggi tanti altri attaccanti (Palacio ha la media gol più bassa di Cornelius a questo punto del campionato) è completamente inutile.

 

 

La Dea corre, lo dicono i numeri. Chiudiamo con qualche considerazione sullo spessore atletico di questa squadra. A Marassi la squadra di Gasperini ha fatto registrare la seconda prestazione stagionale per chilometri percorsi dopo la trasferta di Verona contro il Chievo, con ben 111,37 km. Il dettaglio è che mai nelle precedenti gare la quota di corsa “Sprint” era stata così alta: 10,16 km sul totale. La Sampdoria ha corso complessivamente 4 km in meno sulla distanza complessiva ed è stata inferiore sia nella corsa “Run” (veloce) che in quella “Sprint” (scatto). Magari in alcuni frangenti la squadra orobica ha avuto un po’ di appannamento, probabilmente si potevano gestire meglio le forze oppure la Samp è semplicemente stata più brava nei momenti topici, ma di fronte ad una prestazione di questo tipo e con dati di corsa di questo livello la verità è solo una: la squadra nerazzurra ha perso perché non ha capitalizzato la grande mole di gioco e occasioni che si è abilmente creata, sbagliando poi qualcosa in occasione delle reti avversarie. È il calcio, nessuna sorpresa, ma i numeri sono talmente precisi da non ammettere troppe discussioni.