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Orio è tutta per il Papu Gomez «Zoppico? Solo una "vecchia"»

Orio è tutta per il Papu Gomez «Zoppico? Solo una "vecchia"»
Atalanta 24 Marzo 2016 ore 09:12

Incredibile bagno di folla per il numero 10 dell’Atalanta Papu Gomez ieri a OrioCenter. Per il consueto appuntamento settimanale organizzato dalla società nello Store Atalanta ufficiale, l’argentino è arrivato intorno alle 18.15 insieme alla moglie e al piccolo Bautista, per sentire fin da subito il grande calore dei tantissimi tifosi di tutte le età presenti: almeno 300 gli appassionati che hanno raggiunto il centro commerciale per salutare il giocatore.

Sorriso sincero e sguardo decisamente sereno, il “Papu” ha subito risposto alle domande dei giornalisti presenti prima di accomodarsi al bancone per autografi e foto ricordo. Le sue parole hanno confermato come la vittoria sul Bologna abbia decisamente rasserenato gli animi, sebbene una leggera zoppia ha un po’ allarmato i presenti.

Papu Gomez a OrioCenter tifosi
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Papu Gomez a OrioCenter
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Papu Gomez a OrioCenter

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Papu Gomez a OrioCenter

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Nessun problema,una semplice botta. Inevitabile quindi partire da lì. Cos'è successo? «Nulla di particolare, ho preso un colpo alla gamba in allenamento ma è sotto controllo. La classica “vecchia” sul muscolo teso, nessun pericolo in vista del Milan, ma solo un po’ di dolore», ha confermato Gomez a chi gli chiedeva subito conto delle sue condizioni. Meglio quindi concedersi alle note serene. In primis la partita con il Bologna. L’argentino non si nasconde: il risultato era fondamentale.

«Siamo contenti perché abbiamo ottenuto una vittoria molto importante. Siamo anche riusciti a giocare bene, fin dai primissimi minuti abbiamo attaccato alto e quella mia occasione dopo pochi secondi è stata forse la dimostrazione migliore di come volevamo essere subito pericolosi. Personalmente ho cercato di tagliare verso la porta molto spesso, ho ritrovato il gol e questo è importante sia a livello personale che per la squadra. Credo che il modulo ci abbia aiutato. Con Diamanti dietro ad una punta, e lì in mezzo con de Roon e Ciga l’Atalanta è riuscita a fare molto bene».

Ottima prestazione, la gamba è ottima. Nei 90 minuti andati in scena al Comunale domenica scorsa, il pubblico ha finalmente rivisto una bella Atalanta, un'impressione che ha avuto pure Gomez da dentro il campo: «Avevamo preparato molto bene la gara, credo che la mia partita sia merito di tutta la squadra perché è normale riuscire a fare le cose bene quando tutti partecipano. Io cerco di essere più presente in area e di puntare l’uomo, domenica ho avuto un paio di situazioni interessanti e sono tornato a gioire per il gol».

Bene il modulo, bene i compagni ma la bella prestazione di Gomez sembra figlia di una condizione atletica finalmente ritrovata: quella serpentina nel finale che ha portato al rigore di Gastaldello conferma tutto. «La verità è che quando i risultati mancano, subentra anche una difficoltà sia mentale che fisica difficile da gestire. Adesso ci siamo sbloccati e a Zingonia lavoriamo forte per preparare al meglio la gara con il Milan».

 

 

La corsa salvezza e il ritorno di Maxi.  La prossima sfida, dopo la sosta di Pasqua, vedrà quindi arrivare a Bergamo la squadra di Mihajlovic. Per l’Atalanta è necessario fare punti, anche perché lì dietro si muovono tutte. «Sarà una lotta dura, fino alla fine. Ci sono squadre che non mollano nulla, il Carpi e il Frosinone sono vicine, e anche Palermo e Udinese sono ormai coinvolte nella bagarre. È un campionato strano e molto complicato, bisogna stare sempre sul pezzo e cercare di fare il massimo anche contro il Milan».

Con tanti giocatori in giro per le Nazionali, lo spogliatoio di Zingonia è un po’ vuoto. Nella mattinata di mercoledì è arrivato dal Messico (ma solo per un saluto) Maxi Moralez, una sorpresa molto gradita e Gomez. Che prima si lasciarsi andare all’abbraccio dei tifosi, ha confermato quanto l’ex numero 11 sia sempre molto legato a Bergamo e all’Atalanta. «Ci ha fatto piacere vederlo, e sinceramente siamo stati più noi a chiedere di come stia andando l’esperienza al Leon di quanto lui non abbiamo voluto capire il perché di questo momento. È stato a Bergamo tanti anni, è molto affezionato all’Atalanta e ce lo ha fatto capire ancora una volta. La sua visita ci ha fatto molto piacere».

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