L'editoriale di Jacobelli

Sì, in otto giorni mister Palladino ha davvero cambiato i connotati all’Atalanta

Dal secondo tempo a Napoli al 3-0 all'Eintracht, al 2-0 alla Fiorentina di oggi, la metamorfosi della Dea è sotto gli occhi di tutti

Sì, in otto giorni mister Palladino ha davvero cambiato i connotati all’Atalanta

di Xavier Jacobelli

In otto giorni, Raffaele Palladino ha letteralmente ribaltato l’Atalanta: dal secondo tempo del 22 novembre a Napoli al 3-0 all’Eintracht del 26 novembre, al 2-0 alla Fiorentina del 30 novembre, la metamorfosi della Dea è sotto gli occhi di tutti. Il successore di Juric ha firmato la sua prima vittoria in campionato alla guida dei nerazzurri, che da 76 giorni erano a digiuno in Serie A.

Un successo colto proprio contro la Viola che, un anno fa, con Palladino in panchina, dopo 13 giornate era a -1 dalla vetta e aveva segnato 15 gol in più. Oggi, invece, i toscani si dibattono in una crisi senza precedenti quanto a risultati nel massimo torneo in 99 anni di storia: 6 pareggi, 7 sconfitte, 10 gol segnati, 21 subiti, peggior difesa del torneo e ultimo posto condiviso con il Verona.

Eppure, a Bergamo, la Fiorentina si è battuta con orgoglio sin dall’inizio, quando Carnesecchi ha confermato di valere la Nazionale negando il gol a Kean e a Piccoli, ripetendosi poi sullo stesso Piccoli. E Kean ha colpito anche il palo. Ma questa è proprio un’altra Atalanta: aggressiva, in palla, tonificata dallo spirito di Dublino che ha ritrovato in Champions e in campionato.

Come in Germania, anche a Bergamo sugli scudi De Ketelaere, autentico mattatore a tutto campo, libero di giostrare da destra a sinistra ispirando la manovra offensiva: il belga è di certo la novità tattica più interessante della Dea palladiniana. E come non rimarcare il ritorno di Ederson ai livelli migliori, per non dire di Hien, mentre Scamacca, sotto gli occhi di Gattuso ha giocato un’altra partita da protagonista.

Poi c’è Lookman: in gol a Francoforte, in gol contro la Viola, un’altra prestazione all’altezza del suo standard più alto, per dare un calcio a quell’estate travagliata che il Pallone d’Oro africano si è lasciato alle spalle. Sì, in otto giorni, Palladino ha davvero cambiato i connotati all’Atalanta. In Champions è a ridosso della zona qualificazione diretta agli ottavi. In campionato, si presume sia solo all’inizio. Bel lavoro.