Parola del mister

Palladino: «Loro sono i più forti d’Europa, comunque a testa alta davanti ai nostri incredibili tifosi»

L'esito complessivo era scontato, ma all'Atalanta va concesso l'onore delle armi per aver contenuto un minimo la marea bavarese

Palladino: «Loro sono i più forti d’Europa, comunque a testa alta davanti ai nostri incredibili tifosi»

L’esito complessivo era a dir poco scontato, ma all’Atalanta va concesso l’onore delle armi per aver contenuto un minimo la marea bavarese e aver ottenuto anche nel ritorno all’Allianz Arena il gol della bandiera.

Soddisfazioni minime, ci mancherebbe, ma cui si aggiungono l’orgoglio di aver salutato il record di presenze neroazzurre di capitan De Roon e il supporto di quasi 4.000 bergamaschi che all’Europa hanno dato soltanto l’arrivederci. Mister Palladino, ai microfoni di Sky, non si nasconde e traccia un bilancio realistico.

«Volevamo fare una partita di grande orgoglio. Abbiamo scelto di lavorare un po’ più bassi rispetto all’andata, contro quella che è la squadra più forte d’Europa. Volevamo andare a testa alta sotto i nostri tifosi, che sono stati di nuovo fantastici».

Domanda prevedibile: la partita a Monaco è stata compromessa dalle scelte tattiche dell’andata? Palladino non torna indietro: «Con i se e con i ma è sempre facile parlare dopo le partite. Probabilmente potevamo fare di meglio, ma anche oggi, pur modificando il piano gara, non è cambiato tanto. Molto umilmente dobbiamo accettare il verdetto del campo e fare i complimenti agli avversari».

L’Atalanta adesso va in cerca di un posto in Europa anche l’anno prossimo. Obiettivo raggiunto al 90 per cento? «Non esageriamo, ancora abbiamo la fase cruciale da giocare. La Coppa Italia è certamente un obiettivo. Sarebbe un sogno portarla a Bergamo dopo alcune finali andate male. Ora puntiamo al bottino pieno in campionato con Verona e Lecce, poi vedremo negli scontri diretti successivi. È ancora tutto aperto e ci crediamo».

Di certo, l’Atalanta è stata l’unica italiana agli ottavi di Champions. Dimostrazione che il nostro calcio non è più al top in Europa? «In Champions la velocità della palla è molto diversa. I top team come il Bayern hanno qualità e picchi di velocità molto, molto alti. Con il Bayern c’è una differenza sostanziale, non solo nostra. Sembra un altro sport quando noi team italiani giochiamo contro queste squadre. Dobbiamo ripartire dal settore giovanile e invertire progressivamente la rotta per ridurre il gap».