Grandi manovre

Palladino, Sarri e l’Atalanta che verrà: i segnali sono importanti, la Dea vuole ripartire

Può sembrare poco il movimento che si respira attorno al Centro Bortolotti ma, al contrario, stanno succedendo cose molto importanti

Palladino, Sarri e l’Atalanta che verrà: i segnali sono importanti, la Dea vuole ripartire

L’esonero di Palladino, il prossimo annuncio di Maurizio Sarri come nuovo allenatore dell’Atalanta (dovrebbe arrivare tra venerdì e sabato) e i nomi che iniziano a circolare sul mercato sono tutti segnali di come la società nerazzurra voglia partire con un nuovo progetto senza badare troppo ai costi e agli errori del passato, ma lavorando solo per il futuro.

E questa vale tanto dietro la scrivania e in campo, con acquisti e cessioni che devono essere funzionali al progetto. Non da effetto “wow”, funzionali.

La scelta che è stata fatta ieri (9 giugno), nel momento in cui Palladino è stato messo da parte, è profonda. L’Atalanta 2026/27 avrà costi per 14 milioni (più gli staff) che riguarderanno solo i tre allenatori sotto contratto.

Questo non sposta minimamente la volontà di fare una squadra forte e, soprattutto, nuova. Perché in difesa si giocherà a zona e servirà tempo per migliorare e crescere. Perché chi va e chi resta sarà funzionale al nuovo progetto tattico, qualcosa che noi possiamo per il momento solo intuire ma che sta già animando i lavori a Zingonia.

L’esonero di D’Amico e Palladino costa, ma non è importante. Quando e se i due saranno liberati dal contratto lo deciderà solo e soltanto l’Atalanta. Non chi li aspetta o li aspetterà. L’Atalanta. Perchè in questi giorni di silenzio, fatti di spifferi e nessuna risposta alle telefonate che spesso accendono la luce, c’è una frase che rimbalza forte: «Forza Atalanta, conta solo quella».

Già, non ci sono contratti o voci, non ci sono acquisti o cessioni. Conta quello che si sta costruendo. «Conta solo quella».