Con quella di Bologna fanno 8 vittorie in 11 partite. Ovvero 24 punti, una media di 2,18 a gara. Ragionando solo sul campionato, scende a 5 vittorie in 8 partite, per un totale di 15 punti e una media di 1,87 a gara. Quella di Juric (13 punti in 11 giornate) era di 1,18.
Un salto netto in avanti che porta l’Atalanta di Palladino a una proiezione, se si mantenesse questo ritmo anche per tutto il girone di ritorno, di oltre 63 punti in classifica. La speranza è sempre quella di fare meglio, ma comunque la rincorsa europea sembra un po’ meno ripida e impossibile di prima.
La squadra nerazzurra, in alcuni momenti del girone di andata, sembrava dovesse addirittura guardarsi le spalle e pensare solo a non retrocedere. Ma un gruppo di calciatori che in Champions ha finora conquistato 13 punti in sei giornate (2,16 di media) non poteva essere così in basso in campionato. E oggi, anche in Champions, la media punti di Palladino è più alta di quella che l’Atalanta ha fatto registrare in passato.
Tutto questo per dire cosa? Che la fiducia che si respira dalle parti di Zingonia è giustificata. L’Atalanta non ha ancora fatto nulla, ma si è rialzata in modo prepotente e a Bologna ha vinto uno scontro diretto senza pedine fondamentali come Kolasinac, Kossounou, Bellanova, Lookman e Scamacca. Ovvero dei titolari. Elementi che, se stanno bene, giocano dall’inizio. Adesso c’è il Torino (sabato 10 gennaio) e guai a rilassarsi.