Un tifoso, uscendo dallo stadio, ha commentato via Whatsapp: «Se hai una palla importante, in una gara importante, dalla a Pasalic: non deluderà».
In effetti, diventa complicato dar torto a chi sostiene questo: il classe 1995 croato ha ribaltato l’inerzia del match contro il Napoli con uno stacco perfetto sul primo palo che ha capitalizzato il cross di Zalewski, quel pallone lo devi andare a cercare con il movimento e poi va girato in porta con precisione. Non è un gol banale, come praticamente nessuno dei gol che segna il croato.
Il bello è che scriviamo le stesse cose da tempo immemore e ogni volta ci sono motivi e dettagli per aggiornare le statistiche, ma non le valutazioni. Pasalic, nella classifica dei migliori marcatori di sempre della Dea, ha messo nel mirino Muriel (68 gol con l’Atalanta, il croato è a 65), ovvero il terzo posto assoluto dietro a Doni e Zapata. Solo che parliamo di un centrocampista, nemmeno sempre titolare. Di un giocatore da cui Lazaar Samardzic dovrebbe prendere esempio anche nel modo in cui si asciuga i capelli dentro lo spogliatoio. Perché il numero 10 serbo ha qualità e se imparasse a essere più continuo sarebbe una svolta totale.

Contro il Napoli, la rete del definitivo 2-1 è arrivata con uno stacco di testa di Samardzic che ha mandato la palla sul secondo palo, dove Milinkovic-Savic non è riuscito ad arrivare. Il bello è che, gol a parte, il numero 10 ha giocato di fino (grandioso quel colpo di tacco per Zappacosta), ma anche in ripiegamento (si è visto in fase difensiva diverse volte). Se dentro una partita così importante riesce a mettere qualcosa di così valido, allora ha ragione Palladino, che lo ha elogiato in conferenza stampa. Avanti così, ragazzo. Gli esempi li hai nello spogliatoio.